Nelle prossime settimane gli occhi di 3 miliardi di persone saranno rivolti al Nord Italia. Circa un terzo dell’umanità, secondo alcune stime, seguirà le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. Dal vivo, in televisione oppure attraverso i canali online.
L’evento sportivo espone il nostro Paese alla vetrina del mondo e gli offre un’imperdibile occasione di crescita sotto vari profili: economico, infrastrutturale, sociale.
Una ricerca condotta dall’Ufficio studi di Banca Ifis ha quantificato in 5,3 miliardi di euro il valore economico generato sul territorio da questa edizione dei Giochi. Nel dettaglio, l’indagine – dal titolo “L’Italia unisce il Mondo – Milano Cortina 2026: costruire ponti attraverso lo sport” – prevede una «spesa immediata» in attività e servizi da parte di spettatori, media e staff olimpici pari a 1,1 miliardi di euro; una «spesa differita» da 1,2 miliardi di euro legata all’aumento del turismo nei diciotto mesi successivi alle gare; e infine una «eredità» negli anni venire da 3 miliardi di euro in infrastrutture realizzate o potenziate in occasione della rassegna a cinque cerchi.
L’effetto Olimpiadi interesserà primariamente le tre regioni ospitanti – Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige – ma a cascata l’intera penisola potrà trarne beneficio.
Country branding
Per la prima volta nella storia, i Giochi non sono concentrati in un’unica zona, ma distribuiti su più aree: le sedi di gara principali sono quattordici, sparse intorno a quattro cluster (Milano, Valtellina, Cortina, Val di Fiemme) con cerimonie allo stadio di San Siro a Milano e all’Arena di Verona. Questa architettura «diffusa» riduce in partenza il rischio di congestioni nella viabilità locale e attenua i timori di sovraffollamento che di solito spingono una parte dei potenziali turisti a tenersi alla larga dall’evento.
Per le gare sono stati venduti circa 1,4 milioni di biglietti, mentre in totale si stima che nelle settimane olimpiche il triangolo lombardo-veneto-trentino alto atesino accoglierà 2,5 milioni di visitatori con una permanenza media di tre notti ciascuno. Enormi guadagni si profilano dunque, in primis, per gli albergatori e per i privati che affittano case ai turisti. La società di consulenza Deloitte ha condotto nei mesi scorsi un’indagine per conto del colosso online degli affitti brevi Airbnb da cui è emerso che la spesa complessiva per i soggiorni turistici durante la kermesse sportiva sulle nevi si aggirerà sui 154 milioni di euro.
Ma i villeggianti non si limiteranno a dormire e assistere alle gare: durante la loro permanenza sul territorio, andranno a ricercare anche esperienze enogastronomiche, culturali, di benessere, oltre a escursioni naturalistiche, momenti di svago. Facendo la fortuna di ristoranti, bar, musei, negozi, impianti sciistici. Si prevede che queste persone spenderanno in media 150 euro ciascuna al giorno, di cui la metà per cibo e bevande e quasi un terzo per shopping e intrattenimento.
Anche le casse dello Stato si riempiranno: tra imposte, tasse, contributi previdenziali per i lavoratori, l’incasso stimato ammonta a 33 milioni di euro. Soldi generati dalle Olimpiadi di Milano-Cortina ma che andranno ad arricchire l’intera Italia.
Non solo. Come sottolinea una relazione di Oxford Economics, i Giochi invernali «stimoleranno anche la domanda di viaggi al di là dell’evento stesso (…) con benefici che si estendono in tutto il Nord Italia». Nel corso del 2026 il nostro Paese accoglierà circa 66,7 milioni di arrivi internazionali, con un aumento del 9,3% rispetto all’anno che si è appena chiuso, peraltro già estremamente positivo grazie al traino del Giubileo.
In questo senso, la rassegna sportiva rappresenta una opportunità per fare “country branding”, ossia per promuovere l’Italia come destinazione turistica e culturale, un’attività che – se ben congegnata – può tradursi in una stabilizzazione di questi elevati flussi turistici anche negli anni a venire.
Secondo un sondaggio realizzato nell’ambito dello studio di Banca Ifis, l’80% degli italiani ritiene che ospitare le Olimpiadi si rivelerà un volano per l’economia nazionale, con un impatto particolare sull’attrattività turistica, sull’immagine dell’Italia all’estero e sul rinnovamento infrastrutturale. «L’evento è desiderato, seguito, e considerato strategico anche per l’immagine dell’Italia nel mondo», ha commentato Carmelo Carbotti, responsabile dell’Ufficio Studi di Banca Ifis.
Fiducia
Nel mondo delle aziende si respira grande fiducia. Da una ricerca condotta da Ipsos per la multinazionale delle carte di credito Visa emerge che il 95% delle piccole e medie imprese situate nelle regioni del Nord Italia che ospiteranno i Giochi si aspetta un impatto economico positivo nelle rispettive aree, con il 64% che prevede anche benefici concreti per il proprio specifico business.
L’86% degli imprenditori intervistati individua l’incremento del turismo come il vantaggio principale, mentre l’84% dà importanza al fatto che Milano-Cortina 2026 porta con sé nuove infrastrutture, riqualificazione delle aree urbane e periferiche e miglioramenti alla mobilità dei territori coinvolti.
Il 40% delle aziende più dinamiche afferma di aver già avviato un piano di investimenti, destinando in media il 14% del proprio fatturato a potenziare infrastrutture e servizi. Le realtà più attive in questo senso sono concentrate soprattutto nei settori dell’ospitalità e della ristorazione.
Lo conferma anche un sondaggio di Confocommercio Milano tra le imprese locali dei servizi: tra il 40% e il 60% degli esercenti prevede benefici economici diretti, il 70% si aspetta un aumento delle vendite, mentre il 19% ha pianificato investimenti in marketing e il 9% in formazione.
Unire i territori
Le Olimpiadi, inoltre, possono innescare nuove sinergie sul territorio che rafforzano la coesione sociale. L’organizzazione distribuita su un raggio così ampio di luoghi obbliga di fatto a cooperare tra diversi livelli istituzionali e tra le comunità locali, favorendo reti di collaborazione che possono durare nel tempo. Anche così si possono ridurre i divari tra aree centrali e periferiche.
Migliaia di residenti saranno parte integrante dell’evento nelle vesti di volontari, partecipando a un’esperienza che genera senso di appartenenza e competenze che poi possono tornare utili anche nell’ambito lavorativo o della cittadinanza attiva.
Anche il potenziamento della rete infrastrutturale può contribuire a rinsaldare la coesione sociale, avvicinando di fatto le vallate alpine ai grandi centri e facilitando l’accesso ai servizi e al lavoro. Per i Giochi di Milano-Cortina è stato predisposto un piano da 111 opere, di cui 54 riguardanti le reti di trasporto, per un investimento complessivo pari a circa 3,5 miliardi di euro.
Tra i principali interventi sulla viabilità, ricordiamo il collegamento ferroviario T2 Malpensa-Sempione, la nuova linea ferroviaria Bergamo-Orio al Serio, le varianti stradali nella Valle di Cadore e lungo la statale Lecco-Bergamo, la cabinovia Apollonio-Socrepes, sulle Dolomiti.
Infrastrutture più efficienti significano tempi di percorrenza ridotti, maggiore sicurezza e una migliore integrazione tra territori urbani e aree interne. Senza contare che un territorio meglio connesso è anche più appetibile per imprese, attività turistiche e iniziative culturali, fattori che contribuiscono a contrastare lo spopolamento.
Peraltro, il programma dei lavori non è stato immune da critiche, motivate essenzialmente dal possibile impatto ambientale (come per la nuova pista da bob di Cortina), oltreché dai ritardi che hanno segnato alcuni cantieri. Lo scorso novembre la Corte dei Conti ha esortato gli organizzatori a evitare che, «a Giochi finiti, le opere si traducano in cattedrali nel deserto».
I precedenti
La Carta Olimpica prescrive, tra le altre cose, che il Comitato Olimpico Internazionale deve «promuovere una eredità positiva dei Giochi Olimpici per le città, le regioni e i Paesi ospitanti».
Da questo punto di vista, le Olimpiadi di Barcellona 1992 sono uno dei casi di successo più citati. L’organizzazione dei Giochi ha segnato un punto di svolta nella storia della metropoli catalana, catalizzando una serie di interventi urbanistici che hanno proiettato la città nella modernità, con ricadute positive nel lungo periodo anche sul piano sociale ed economico.
Anche Londra 2012 ha lasciato dietro di sé un’eredità positiva, ancora oggi tangibile nella rigenerazione urbana dell’East London, in particolare dell’area di Stratford e dell’Olympic Park oggi intitolato alla regina Elisabetta II.
Quanto alle Olimpiadi invernali, tra i casi più virtuosi spicca Vancouver 2010, dove in occasione dei Giochi è stata realizzata l’efficiente Canada Line, la metropolitana leggera che collega l’aeroporto internazionale al centro cittadino. L’edizione di quattro anni prima, ospitata da Torino, aveva portato in dote al capoluogo piemontese la prima linea in assoluto della metropolitana. La città sabauda, tutt’ora alle prese con una difficile riconversione da territorio a vocazione industriale a economia trainata dal terziario, deve alla kermesse a cinque cerchi del 2006 anche il nuovo Palasport, non solo teatro di eventi sportivi ma pure palco di importanti concerti.
Al contrario, Atene 2004 è tra gli esempi più noti di come non andrebbero gestiti eventi di questa portata, tra costi raddoppiati rispetto alle previsioni e impianti che negli anni successivi sono rimasti inutilizzati diventando veri e propri ecomostri. In casi come questo, le Olimpiadi si rivelano un pericoloso boomerang per i territori ospitanti.
Per questo la rassegna di Milano-Cortina è un’opportunità da non sprecare. Il vero bilancio non si farà nel 2026 né nel 2027. Si farà tra una decina d’anni. Solo allora potremo aver stabilito se il traino dei Giochi è stato sfruttato al meglio, se le infrastrutture avranno migliorato la vita e l’economia delle comunità locali, se l’immagine dell’Italia nel mondo ne è uscita rafforzata. Se sarà così, potremo dire di aver vinto le Olimpiadi più importanti, quelle della credibilità.
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