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    Mps, il Financial Times boccia il piano di Lovaglio: “Operazione completamente folle”

    Foto AGF

    Per l'autorevole quotidiano economico, il piano dell'amministratore delegato è "bizzarro" e rischia di produrre l'effetto opposto di quello voluto

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 24 Ago. 2026 alle 10:40 Aggiornato il 24 Ago. 2026 alle 11:12

    Il Financial Times boccia la doppia Ops (Offerta pubblica di scambio) lanciata dal Montepaschi di Siena su Banco Bpm e Banca Generali. L’autorevole quotidiano economico britannico definisce “completamente folle” il piano orchestrato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per sfuggire alla scalata di Intesa Sanpaolo.

    “Le società che ricevono un’offerta non richiesta hanno a disposizione numerose opzioni. Possono intavolare una trattativa, fare ostruzionismo, difendersi strenuamente, oppure fare qualcosa di completamente folle. La banca italiana Monte dei Paschi di Siena sembra aver optato per quest’ultima strada”, si legge nella rubrica di opinione Lex, come di consueto caratterizzata da uno stile tagliente e ironico.

    L’avvio delle due Ops parallele è stato approvato dal Consiglio d’amministrazione di Mps a maggioranza lo scorso 20 agosto. L’operazione vale complessivamente 34 miliardi di euro, di cui 25,3 su Banco Bpm e 8,7 su Banca Generali con un premio del 10% per gli azionisti dell’istituto triestino. In favore dei soci del Montepaschi è prevista, prima della fusione, la distribuzione di una cedola straordinaria da 4 miliardi di euro, di cui 1 miliardo cash e 3 miliardi sotto forma di azioni di Assicurazioni Generali (grazie alla partecipazione nel Leone detenuta per il tramite della neo-acquisita Mediobanca).

    L’obiettivo di Lovaglio è evitare che Mps finisca sotto il controllo di Intesa Sanpaolo, che lo scorso giugno ha lanciato sull’istituto senese una Opas (Offerta pubblica di acquisto e scambio) da 30,6 miliardi di euro. L’amministratore delegato di Rocca Salimbeni punta a unirsi con Bpm e Banca Generali dando vita al secondo gruppo bancario italiano per volume di prestiti alla clientela con una capitalizzazione di mercato di circa 70 miliardi di euro.

    Il Financial Times riconosce che, sulla carta, il piano ha un certo fascino dal punto di vista finanziario. Tuttavia, si legge nell’articolo, “l’idea è decisamente bizzarra: in primis, perché “i prezzi che Mps sta offrendo a Bpm e Generali sono piuttosto modesti. La prima, che annovera tra i suoi azionisti una Crédit Agricole già in passato scettica, si ritrova con una fusione a premio zero; la seconda riceve un magro premio del 10% sulle quotazioni pre-annuncio”.

    Inoltre, il quotidiano sottolinea come, di fatto, siamo in presenza di una fusione a quattro, considerando che Mps ha recentemente definito l’acquisizione di Mediobanca: “Unire due banche è un’operazione complessa e richiede tempo; tentare la stessa impresa con quattro richiede una dose di autentico pensiero magico, si legge su Lex.

    Il Financial Times ipotizza che il vero scopo di Lovaglio sia quello di ottenere una valutazione più alta da Intesa Sanpaolo, ma conclude che la mossa potrebbe rivelarsi un boomerang: secondo il quotidiano, la doppia Ops “rischia di dare l’impressione che il board dell’istituto sia disposto a tutto pur di non farsi acquisire. Una mossa che potrebbe finire solo per avvicinare maggiormente gli azionisti alle posizioni di Intesa”.

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