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    Leonardo Maria Del Vecchio si dimette da EssiLux: ecco cosa farà adesso

    Leonardo Maria Del Vecchio è uno dei sei figli di Leonardo Del Vecchio. Foto AGF

    Il figlio 31enne del fondatore lascia gli incarichi dirigenziali e punta il dito contro la gestione "impersonale" di Francesco Milleri. Ora si concentrerà sui suoi affari nella hospitality e nell'editoria

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 25 Ago. 2026 alle 11:19 Aggiornato il 25 Ago. 2026 alle 11:23

    Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi dirigenziali nel gruppo EssilorLuxottica, fondato da suo padre Leonardo, morto quattro anni fa a 87 anni. Il giovane imprenditore – classe 1995 – lo annuncia con una lettera rivolta al Consiglio d’amministrazione, e anticipata dal quotidiano Milano Finanza, in cui punta il dito contro l’amministratore delegato e presidente Francesco Milleri, al quale il timone era stato affidato da Del Vecchio senior.

    L’erede rinuncia alla poltrona di chief strategy officer del colosso mondiale dell’occhialeria, oltre alla presidenza del marchio Ray-Ban. Le dimissioni avranno effetto dal 31 agosto.

    Leonardo Maria resta comunque azionista di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, guidata dallo stesso Milleri, che controlla EssiLux.

    Nella lettera al Cda, Del Vecchio junior accusa Milleri di una gestione aziendale “distante” e “impersonale”. “L’entusiasmo – lamenta – non è quello di prima. Il senso di appartenenza non è quello di prima”. “Mio padre ha costruito Luxottica (fusa nel 2018 con la francese Essilor, ndr) chiedendo moltissimo alle persone”, scrive l’imprenditore, “ma sapeva una cosa che oggi rischiamo di dimenticare: se chiedi alle persone lealtà, sacrificio e senso di appartenenza, devi essere disposto a restituirli. Non puoi essere una squadra soltanto quando presenti i risultati. Non puoi celebrare i tuoi manager quando vincono e scoprire improvvisamente la distanza istituzionale quando attraversano un momento difficile. Non puoi mettere le persone al centro delle presentazioni e ai margini quando diventano scomode. Questa non è la Luxottica nella quale sono cresciuto. E non è la Luxottica che ricordo accanto a mio padre”. “Un’azienda – osserva – non è una somma di funzioni. È un patto. E negli ultimi anni ho sentito quel patto indebolirsi“.

    Né EssilorLuxottica né Milleri hanno commentato l’attacco del figlio del fondatore dell’azienda. “Ringraziamo Leonardo Maria per aver contribuito alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre. Gli auguriamo uguale successo nella sua nuova avventura”, afferma in una nota il portavoce di EssiLux.

    Leonardo Maria Del Vecchio a questo punto si concentrerà sugli affari della sua holding personale, la Lmdv Capital, che, oltre alla partecipazione in Delfin, negli ultimi anni ha investito in particolare nei settori dell’ospitalità e dell’editoria. La società ha acquistato da Flavio Briatore gli stabilimenti balneari Twiga e i locali Billionaire, mentre dalla famiglia Monti Riffeser ha comprato la maggioranza di Editoriale Nazionale, gruppo che possiede i quotidiani Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN. La holding di Del Vecchio junior ha messo le mani nei mesi scorsi anche sul 30% de Il Giornale, dopo aver fallito l’assalto al gruppo Gedi, a cui facevano capo tra gli altri La Repubblica, La Stampa, Radio Deejay e Radio Capital.

    L’imprenditore 31enne vanta un patrimonio stimato da Forbes intorno ai 6 miliardi di dollari (5,1 miliardi di euro). La gemma più preziosa del suo portafogli resta comunque la quota in Delfin: nella holding di famiglia, gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio – che ha avuto sei figli da tre mogli – hanno ciascuno una quota del 12,5%, ma sull’eredità del patron sono tuttora in corso dispute legali.

    La “cassaforte” della dinastia – che ha sede in Lussemburgo e che è amministrata da Milleri su indicazione di Del Vecchio senior – detiene, tra le altre partecipazioni, il 32,4% di EssiLux, il 17% di Banca Monte dei Paschi di Siena, il 10% di Assicurazioni Generali.

    Nei mesi scorsi Leonardo Maria aveva provato ad assumerne il controllo comprando le quote dalla sorellastra Paola e dal fratellastro Luca, ma l’operazione non è andata a buon fine.

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