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    I leader di domani

    Enel lancia la prima Leadership School, un’accademia interna per plasmare una nuova generazione di manager capaci di guidare l’innovazione in un contesto che cambia di continuo. Nel Consiglio scientifico presenti professori di Bocconi, Luiss e Sapienza

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 7 Ago. 2026 alle 08:28

    In una fase storica segnata da trasformazioni epocali e da equilibri geopolitici in continua trasformazione, disporre di una classe dirigente all’avanguardia per visione e capacità strategica è fondamentale. Nel mondo delle imprese – così come in quello delle istituzioni pubbliche – c’è bisogno di capitani in grado di interpretare e governare il cambiamento. Per questo Enel ha lanciato la sua prima Leadership School, un’accademia interna al Gruppo pensata per plasmare una nuova generazione di leader capaci di leggere un presente sempre più complesso e tradurre la propria visione in decisioni che abbiano un impatto concreto. 

    Il Gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo concepisce questa iniziativa non come un semplice programma formativo, ma come «una infrastruttura culturale progettata per rafforzare la leadership come leva strategica di competitività, cambiamento e crescita sostenibile». 

    L’obiettivo è formare all’interno di Enel decision maker pronti ad affrontare contesti sfidanti e in continua evoluzione, trasformando il patrimonio industriale dell’azienda – che ha oltre sessant’anni di storia ed è presente oggi in 27 Paesi – in conoscenza strategica, vantaggio competitivo e creazione di valore per business e territori.

    Come funziona
    La prima edizione della Leadership School ha preso il via in Italia a giugno e sarà estesa a livello globale entro l’anno.  Il progetto prevede oltre 120 ore di training distribuite in otto mesi e coinvolge circa sessanta leader emergenti e ad alto potenziale, con una significativa presenza di giovani under 36 e un’attenzione all’equilibrio di genere. I partecipanti sono stati selezionati secondo criteri di merito tra coloro che si sono già distinti all’interno dell’azienda per competenze strategiche e manageriali. Il percorso combina momenti di aula con docenze qualificate, lectio magistralis, laboratori, sfide su casi reali di business e visite nei siti strategici del Gruppo, in un’ottica complessiva che mira a favorire il networking e lo scambio tra funzioni e Paesi. 

    Rispetto alle altre corporate academy, sempre più diffuse negli ultimi anni, questa di Enel si distingue per avere una governance dedicata, progetti formativi ad hoc, un proprio osservatorio avanzato e un centro di produzione della conoscenza sulla leadership. Così la “scuola” mira a contribuire, attraverso working paper annuali, al dibattito sulla trasformazione industriale e sulla transizione energetica.

    Dialogo con le università
    I docenti sono di estrazione varia: direttori ed executives interni al Gruppo si affiancano a esperti provenienti dal mondo delle imprese, dell’accademia e della cultura; una scelta che favorisce una contaminazione di prospettive e competenze. 

    Il Consiglio Scientifico, guidato da Giulia Genuardi, direttrice di Enel Foundation, riunisce autorevoli esperti del mondo accademico, manageriale e dell’innovazione. Tra questi spiccano: Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di Strategy & Entrepreneurship alla SDA Bocconi; Roberto Maglione, professore di Practice HRM & Organization alla Luiss Business School; Laura Borgogni, professoressa ordinaria di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni alla Sapienza; Andrea Granelli, presidente di Kanso ed esperto di innovazione e trasformazione digitale. 

    La Leadership School ha inoltre un dialogo costantemente aperto con il mondo accademico, allo scopo di salvaguardare indipendenza e rigore metodologico e di emergere come una sorta di laboratorio di evoluzione organizzativa, capace di intercettare i trend sociali ed economici, costruendo reputazione e influenza intellettuale. 

    Capitale umano
    L’iniziativa rientra nella più ampia strategia di sviluppo delle persone e delle loro competenze, perseguita a livello globale dal Gruppo, che nel 2025 ha erogato oltre 3 milioni e 300mila ore di formazione a tutti i dipendenti. 

    Nel biennio 2026-2028, Enel prevede di realizzare ben 53 miliardi di euro di nuovi investimenti, di cui 20 miliardi destinati alle energie rinnovabili, con un incremento di 8 miliardi rispetto al precedente Piano Strategico. L’obiettivo fissato è aggiungere 15 GW di nuova capacità installata, attraverso progetti sia Greenfield sia Brownfield, portando la capacità complessiva del Gruppo a oltre 80 GW entro il 2028. 

    Ma, oltre gli impianti che producono energia pulita, da soli, non bastano. Servono anche manager capaci di guidare l’innovazione. La transizione energetica passa anche attraverso la valorizzazione del capitale umano.

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