Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Economia
  • Home » Economia

    Cessione del quinto della pensione: l’INPS riscrive le regole fino al 2029

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 23 Lug. 2026 alle 15:06

    Ogni tre anni l’INPS rinnova lo schema di convenzione con le banche e le finanziarie che gestiscono la cessione del quinto della pensione: una procedura ordinaria, ma quella approvata con la delibera del 29 aprile 2026 e resa operativa con il messaggio n. 2308 dell’8 luglio, introduce cambiamenti che vanno oltre la normale manutenzione del sistema, con una nuova convenzione che sarà valida fino al 30 aprile 2029, impattando per tre anni sul sistema di accesso alla cessione del quinto per pensionati.

    La novità più immediata riguarda tre operazioni che d’ora in avanti potranno essere gestite esclusivamente online, attraverso i canali telematici dedicati dell’INPS: l’estinzione anticipata del finanziamento, la modifica del contratto e il cosiddetto “rinnovo esterno”, cioè il passaggio del prestito da una finanziaria a un’altra. Per i pensionati, nella pratica, significa che eventuali richieste di cambio di banca o di chiusura anticipata dovranno passare necessariamente per i canali digitali della finanziaria, che a sua volta opererà attraverso i sistemi telematici INPS, andando a significare tempi più rapidi e tracciabilità completa di ogni passaggio.

    Cessione INPS: il nuovo sistema di verifica dell’identità

    Tra le novità più concrete per chi si trova a richiedere o rinnovare una cessione del quinto, c’è il nuovo sistema di identificazione del pensionato. Quando la banca o la finanziaria consulta la quota di pensione cedibile, dovrà verificare l’identità del richiedente con un doppio livello di controllo: oltre al documento di riconoscimento, sarà richiesto un codice OTP inviato dall’INPS oppure l’indicazione dell’importo di una delle ultime mensilità ricevute. L’obiettivo dichiarato è ridurre il rischio di frodi ai danni dei pensionati, tema, fra l’altro, sul quale i consulenti di www.prestitiecessionedelquinto.com hanno sempre posto molta attenzione, accettando adesso la nuova normativa con gran soddisfazione.

    La convenzione introduce, poi, all’articolo 21, una novità che riguarda gli intermediari: l’INPS si riserva la facoltà di svolgere controlli e verifiche dirette presso le banche e le finanziarie convenzionate. Le verifiche riguarderanno il rispetto delle procedure, la sicurezza informatica e la corretta gestione dei dati personali secondo il GDPR. I soggetti convenzionati saranno quindi tenuti a collaborare e a fornire documentazione completa e veritiera.

    Le regole per chi cambia lavoro e va in pensione

    Un dettaglio tecnico merita poi attenzione, perché riguarda una situazione tutt’altro che rara: chi ha in corso una cessione del quinto sullo stipendio e durante il rimborso accede alla pensione. In questo caso il finanziamento prosegue attraverso la trattenuta sul nuovo trattamento previdenziale, ma il contratto non viene rinegoziato: le condizioni economiche restano quelle stabilite al momento della sottoscrizione originaria, e soprattutto non si applicano i tassi soglia convenzionali aggiornati trimestralmente per le nuove cessioni del quinto dei pensionati, che in molti casi sono più favorevoli. In pratica: chi va in pensione con una cessione del quinto ancora in corso continua a pagare il tasso del contratto originario, indipendentemente da quanto i tassi siano nel frattempo cambiati. Vale la pena tenerlo presente soprattutto per chi ha sottoscritto il contratto in periodi di tassi più elevati e si avvicina alla pensione: in certi casi può convenire valutare un rinnovo prima della transizione.

    I costi per gli intermediari (e perché interessano anche i pensionati)

    La nuova convenzione aggiorna anche gli oneri a carico degli intermediari: chi aderisce alla convenzione INPS pagherà 2,03€ per ogni operazione di trattenuta della rata, mentre chi non aderisce pagherà 111,12€ annui per ciascun contratto, più 9,26€ per ogni estrazione del rateo pensionistico. Il divario è abbastanza ampio da rappresentare un incentivo concreto all’adesione, e questo è precisamente l’obiettivo dell’INPS: uniformare le procedure e ridurre il numero di intermediari che operano al di fuori del sistema convenzionato. Ma per il pensionato questo significa, almeno in linea di principio, avere di fronte interlocutori che operano secondo standard verificati e controllabili.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version