Negli ultimi tre anni la capacità rinnovabile installata da Enel in Italia è aumentata del 15%, arrivando a circa 17 GW a fine 2025, un deciso cambio di passo considerando che nel periodo 2013-2022 era diminuita del 4%. Negli ultimi tre anni anche a livello di Gruppo la capacità rinnovabile installata è aumentata di circa il 15%, arrivando a un totale di 68 GW, con la previsione di aggiungere ulteriori 15 GW entro il 2028 grazie a 20 miliardi di investimenti. Un incremento che è andato di pari passo con il miglioramento dei risultati economico-finanziari del Gruppo.
Nel suo ultimo rapporto sull’energia elettrica in Europa, il think tank internazionale Ember, specializzato nell’analizzare la transizione energetica a livello globale, segnala l’Italia come «uno dei leader nell’Unione europea» nel campo delle batterie. Il nostro Paese ha una capacità di accumulo installata di 1,9 GW, pari a circa un quinto della capacità totale operativa dell’Ue. E ci sono progetti già autorizzati o annunciati per ulteriori 10 GW.
Guardando ai prossimi anni, Ember ci paragona alla California, dove tra il 2021 e il 2025 la capacità di accumulo delle batterie è aumentata di quasi sette volte, da 2 a 13 GW, arrivando a coprire il 22% dei picchi serali di domanda di elettricità (nel 2021 era il 3%).
Come una power bank
Le batterie – e, più in generale, tutti i sistemi d’accumulo – rappresentano uno strumento di cruciale importanza nel percorso della transizione energetica, poiché consentono di superare il limite principale delle fonti rinnovabili: la loro intermittenza e non programmabilità. La possibilità di immagazzinare l’elettricità prodotta da pannelli fotovoltaici e pale eoliche permette di soddisfare la domanda di energia anche quando in cielo non splende il sole e il vento ha smesso di soffiare. Quando la produzione è abbondante, l’energia viene stoccata; quando la rete ne ha bisogno, viene restituita rapidamente.
Oggi una delle tecnologie di accumulo più promettenti è rappresentata dalle Bess, acronimo che sta per Battery Energy Storage Systems. Si tratta di impianti composti da moduli di batterie elettrochimiche in cui nuovi blocchi possono essere aggiunti progressivamente, consentendo di aumentare la capacità dell’infrastruttura a seconda delle esigenze. Rispetto ad altri sistemi di storage – idroelettrici, meccanici o termici – questa soluzione offre vantaggi significativi: tempi di risposta molto rapidi, efficienza elevata e soprattutto modularità.
Tramite processi elettrochimici, le Bess immagazzinano l’energia prodotta da fonti rinnovabili e la rilasciano nei momenti di maggiore domanda secondo specifiche necessità operative. In pratica funzionano come un grande “power bank” dell’infrastruttura elettrica.
Questi meccanismi di modulazione della domanda energetica in risposta alle condizioni del sistema contribuiscono a rafforzare la stabilità della rete, riducendo il rischio di blackout. D’altro canto, è possibile ridurre i prelievi nei momenti in cui l’elettricità è più costosa. I vantaggi, insomma, sono anche economici. Non a caso lo storage è considerato un elemento essenziale anche per lo sviluppo delle “smart grids”, infrastrutture più flessibili e intelligenti.
Le Bess trovano la loro applicazione naturale presso i grandi operatori elettrici, soprattutto su impianti eolici e solari. Ma l’uso di questa tecnologia di accumulo è sempre più diffuso anche tra i cosiddetti “prosumer”, privati che non si limitano a consumare l’elettricità, ma la producono anche (per autoconsumarla e/o per rivenderla). Gli impianti di batterie modulari sono inoltre un elemento essenziale per le microgrid locali e per le smart grid, che grazie allo storage possono contare su riserve immediate di energia e operare in modo più flessibile ed efficiente.
I piani di Enel
Nel Piano Strategico 2026-2028 di Enel le Bess rivestono un ruolo primario. Il Gruppo prevede per il triennio 53 miliardi euro di investimenti complessivi (10 miliardi in più rispetto alla precedente pianificazione). Circa 20 miliardi di euro saranno dedicati allo sviluppo delle energie green, con l’obiettivo di aggiungere 15 GW di nuova capacità installata tra progetti greenfield e brownfield: oltre il 75% di questa nuova potenza sarà costituita da eolico e tecnologie programmabili, tra cui proprio i sistemi di accumulo Bess, indispensabili per gestire l’intermittenza delle fonti rinnovabili.
Nell’ambito della prima asta del Mercato di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico (Macse), svolta a settembre 2025, il Gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo si è aggiudicato contratti per una capacità complessiva di 6,7 Gwh: questo permetterà la realizzazione di sei nuovi impianti di accumulo nel Sud Italia e nelle isole, per una potenza complessiva di circa 1,1 GW.
Enel ha recentemente raggiunto i 3,4 GW di capacità installata in sistemi di accumulo, Bess, dei quali 1,5 GW negli Stati Uniti e circa 0,2 GW in Cile, registrando una crescita di circa il 21% rispetto allo stesso periodo del 2025.
In Italia, in particolare, c’è stato un aumento significativo della capacità, che ha raggiunto 1,8 GW – gestiti in gran parte dalla società Enel Libra Flexsys – rispetto ai circa 1,2 GW del primo trimestre 2025, con un incremento di oltre il 50% anno su anno. Ciò ha contribuito ad accrescere ulteriormente i numeri del Gruppo sulle rinnovabili. La capacità totale a zero emissioni ha infatti raggiunto i 70,1 GW (dai 68,4 GW del primo trimestre 2025).
Tra auto e idro
Tra le iniziative maggiormente degne di nota lo scorso anno, in collaborazione con Aeroporti di Roma, Enel ha realizzato presso lo scalo di Fiumicino il progetto Pioneer, il più grande sistema italiano di accumulo basato su batterie provenienti da veicoli elettrici a fine vita. Parliamo di un impianto da 10 MWh integrato con la solar farm di Fiumicino, capace di scongiurare l’emissione di 16mila tonnellate di anidride carbonica in dieci anni. L’iniziativa prevede il riutilizzo di oltre settecento pacchi batteria di tre diversi costruttori e consente allo scalo di accumulare energia solare per utilizzarla nei momenti di maggior bisogno, riducendo consumi fossili e aumentando l’autonomia energetica.
Un progetto particolarmente innovativo è anche Bess4Hydro, che, per la prima volta in Europa, integra una batteria al litio in un impianto idroelettrico a bacino. Presso la centrale Enel dei Dossi, in provincia di Bergamo, una batteria da 4 MW lavora come un “secondo bacino virtuale”, ottimizzando l’uso dell’acqua. Inoltre, grazie al contributo della batteria nella fornitura dei servizi di rete offerti dall’impianto idroelettrico, le turbine possono lavorare su punti di efficienza maggiori, riducendo quindi il loro tasso di usura e aumentando la loro vita utile. Questa combinazione può migliorare significativamente l’efficienza operativa. Così la combinazione tra sistema d’accumulo e idroelettrico può migliorare la risposta agli sbalzi della rete e ridurre la dipendenza da fonti fossili.