Quattro nuovi territori in due anni, da Imperia a Siracusa, dal Sannio alla Calabria, ampliando di oltre un milione di cittadini la platea raggiunta. Acea Acqua ha ridisegnato la presenza nel servizio idrico italiano, dove è già il primo operatore per popolazione servita, raggiungendo così circa 11 milioni di abitanti su 9 regioni. L’ultimo passo, in ordine di tempo, risale al 6 ottobre scorso con l’acquisizione dell’80% di Kratos, che gestisce collettamento e depurazione nell’area di Cosenza-Rende. Fuori dai confini nazionali, intanto, il gruppo serve già circa 10 milioni di persone in America Latina e ha rafforzato la presenza in Perù con un nuovo contratto a Lima.
Operazioni diverse per dimensioni e assetti societari, ma che condividono gli stessi obiettivi e metodi. L’azienda punta a gestioni di lungo periodo, mettendo competenze, investimenti e innovazione al servizio dei territori. In tre casi su quattro il modello è quello della società mista a maggioranza pubblica. «La crescita», spiega l’amministratore delegato di Acea Acqua Enrico Pezzoli, «si fonda sulla volontà di mettere a sistema competenze, know-how industriale e capacità di investimento per contribuire allo sviluppo di una gestione sempre più efficiente e sostenibile della risorsa acqua».
Da Imperia a Siracusa
La nuova geografia dell’acqua di Acea parte dalla Liguria. Qui, dopo l’aggiudicazione nel novembre 2024 della gara per la selezione del socio privato di Rivieracqua, il 30 dicembre scorso Acea Molise (controllata al 100% da Acea Acqua) è entrata nel capitale della società con il 48,15%, affiancando alla partecipazione societaria un ruolo industriale diretto. L’area conta 43 comuni (tra le province di Imperia e Savona), circa 210mila abitanti e 155mila utenze e un sistema infrastrutturale composto da circa 3.000 chilometri di reti, di cui 2.000 acquedottistiche e 1.000 fognarie. L’orizzonte della concessione arriva al 2042.
Dalla Liguria alla Sicilia,il salto è di oltre mille chilometri, ma la direttrice industriale resta la stessa. A Siracusa, Acea Molise, in raggruppamento con Cogen, si è aggiudicata nel 2024 la gara per diventare socio privato di Aretusacque, la società mista del servizio idrico integrato dell’ambito siracusano. Dopo la firma della convenzione nel dicembre 2025, la gestione è partita il 25 giugno 2026 nel capoluogo e sarà progressivamente estesa agli altri Comuni nell’arco di dodici mesi. A regime, il servizio interesserà 19 comuni, circa 390mila abitanti, 166mila utenze, su quasi 3.300 chilometri di reti idriche e fognarie. Un progetto di lungo periodo, con una concessione trentennale e oltre 400 milioni di euro di investimenti per potenziare le infrastrutture, ridurre le perdite, migliorare raccolta e trattamento delle acque reflue e introdurre tecnologie più efficienti. Il valore stimato della gara supera 1,2 miliardi di euro.
Dal Sannio alla Calabria
In Campania, a giugno, è stata poi annunciata l’aggiudicazione della gara per il servizio idrico integrato dell’area del Sannio. La gestione è affidata a Sannio Acque, società mista partecipata al 45% da Acea Acqua e al 55% dai soci pubblici. Il perimetro comprende 78 comuni, compreso il capoluogo provinciale Benevento, di circa 272mila abitanti distribuiti su 2.000 chilometri quadrati e oltre 4.000 chilometri di rete idrica. La concessione arriva al 2053, per un valore stimato in oltre un miliardo di euro. Sommato al distretto Sarnese Vesuviano, già servito da Acea attraverso Gori, la presenza del gruppo in Campania raggiunge così un totale di 153 comuni, oltre 13 mila chilometri di rete idrica.
L’ultima tappa è la Calabria, dove con Kratos Acea entra nel collettamento e nella depurazione dell’area Cosenza-Rende, nell’ambito della concessione affidata dal Consorzio Valle Crati. La Società, partecipata all’80% da Acea Acqua e al 20% da Geko, serve 25 Comuni e circa 200mila residenti, con oltre 119 chilometri di reti fognarie e di collettamento.
Messe in fila, le quattro operazioni riguardano un totale di oltre un milione di abitanti e più di ottomila chilometri di rete idrica nelle tre concessioni integrate, cui si aggiungono oltre 2 mila chilometri di reti fognarie e di collettamento.
Oltreoceano
Ma le attività dell’azienda non si fermano alla frontiera. Fuori dall’Italia, infatti, il gruppo opera tramite Acea International (controllata al 100% da Acea Acqua), in Honduras, Repubblica Dominicana e Perù, con oltre 1.400 dipendenti. L’ultimo risultato è stato raggiunto a Lima, dove Acea Perù, controllata da Acea International, si è aggiudicata la gara della società idrica Sedapal per gestire e mantenere otto impianti di trattamento delle acque reflue nel sud della città, tra cui San Bartolo, Pucusana e Santa María, oltre al sistema di pretrattamento e alla stazione di pompaggio di Nuevo Lurín. Il contratto vale circa 4 milioni di euro ed è il quarto acquisito negli ultimi due anni, portando a circa 145 milioni di euro il valore complessivo delle commesse.
Quest’ultima assegnazione, inoltre, rafforza la presenza di Acea nella capitale peruviana e getta le basi per un’ulteriore crescita nel Paese sudamericano. A Lima, Acea gestisce già servizi idrici e di fognatura attraverso i contratti Sedapal di Comas e Callao, a beneficio di circa 4 milioni di persone, oltre alle attività a Lima Centro, ed è azionista di maggioranza del consorzio Agua Azul, attivo nella captazione e potabilizzazione dell’acqua destinata alla capitale peruviana. Dalla gestione delle reti alla depurazione, fino alla captazione e alla potabilizzazione, il Perù rappresenta così uno degli esempi più significativi della capacità di Acea di mettere a sistema competenze lungo le diverse fasi del ciclo dell’acqua.
Le sfide del futuro
Con le quattro operazioni avviate sul territorio nazionale e l’espansione in Sudamerica, la strategia di Acea non allarga solo la geografia del gruppo, ma guarda soprattutto al futuro. Grazie a concessioni a lungo termine, come quella fino al 2042 per Rivieracqua, quella fino al 2053 di Sannio Acque e quella trentennale per Aretusacque, la società punta a consolidare un modello operativo centrato sull’efficienza, sulla digitalizzazione dei processi e sulla sostenibilità ambientale. Riduzione delle perdite, digitalizzazione delle reti e potenziamento della depurazione diventano così le principali direttrici di una crescita che punta a coniugare sviluppo industriale e valore per i territori. «L’obiettivo è accompagnare i territori in un percorso di crescita di lungo periodo, generando valore per le comunità e rafforzando la resilienza del sistema idrico di fronte alle sfide future», spiega l’amministratore delegato di Acea Acqua Enrico Pezzoli.