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    Stop agli 80 euro di Renzi: la Lega pensa a un “superamento” del bonus nella manovra

    Il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia

    Saranno trasformati in "decontribuzione": la proposta del viceministro Garavaglia

    Di Maria Teresa Camarda
    Pubblicato il 6 Ago. 2019 alle 16:38 Aggiornato il 6 Ago. 2019 alle 19:38

    “Stop” agli 80 euro di Renzi

    Il governo gialloverde pensa a uno stop, a un “superamento” del bonus di 80 euro di Renzi. Un’idea, quella del superamento del bonus di 80 euro che era stato introdotto dall’ex premier del Pd Matteo Renzi, lanciata oggi, 6 agosto, dalla compagine leghista nel corso dell’incontro organizzato al Viminale dal ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini con le parti sociali. “Per superamento si intende la trasformazione in decontribuzione”, ha spiegato il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia.

    Gravaglia ha precisato che resterà “lo stesso effetto in busta paga”. “Solo un pistola può aver capito che si tolgono gli 80 euro. O un pistola in malafede”. ha aggiunto il viceministro. I 3 miliardi copriranno i contributi figurativi, mentre i 10 miliardi del bonus andranno a coprire il taglio dei contributi a carico dei dipendenti che manterranno così la busta paga più pesante. Altri 12 miliardi serviranno per il calo dell’Irpef.

    “Pensiamo a 10-15 miliardi di riduzione delle tasse – ha aggiunto -. A partire dal superamento del bonus Renzi degli 80 euro che non vale dal punto di vista dell’accumulo contributivo per la pensione”.

    Sullo sfondo un punto di partenza comune per gli esponenti di governo della Lega: “Il vero problema è far crescere il Pil”. Avanti quindi con una manovra espansiva “in deficit”. È la sintesi riferita da alcuni presenti al Ministero dell’Interno.

    E sarebbe stato proprio il viceministro Massimo Garavaglia, sempre secondo quanto trapela dai presenti, ad indicare che “se si decide di fare la manovra in deficit le misure devono essere sensate” e bisogna “prediligere misure che aiutano la competitività”.

    L’obiettivo del leader del Carroccio è sempre lo stesso: “Un coraggioso e sostanzioso abbassamento delle tasse”. Salvini ha specificato che si sta “lavorando all’eliminazione della Tasi e alla riorganizzazione della tassazione sulla casa”.

    Ma la manovra, ha chiarito il ministro, non può essere un “gioco delle tre carte”, gli sgravi non debbono essere recuperati con nuove misure. “La situazione del Paese presuppone una manovra che vada oltre la spesa corrente”, servono “investimenti” su “infrastrutture e opere pubbliche”.

    Le critiche del Pd alla proposta

    “Salvini e Garavaglia si sono accorti oggi che il Pil è a zero e che Paese ha un problema di crescita. Wow!”, scrive su Twitter il senatore del Partito Democratico Bruno Astorre, a proposito della proposta di “superare” il bonus degli 80 euro di Renzi.

    “L’unico modo per far crescere Pil è game over governo Conte”, ha aggiunto Astorre, in merito alle parole del vice premier Matteo Salvini e del vice ministro dell’Economia Massimo Garavaglia sulla crescita del prodotto interno lordo dell’Italia.

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