“Superdiversa – Itinerari nella Roma plurale” non è un libro qualsiasi, ma una guida itinerante che rivela una città inedita. Una città d’approdo che fin dalla sua nascita è multiculturale. All’interno di Roma ci sono tante Rome diverse. Le recenti migrazioni e le dinamiche della globalizzazione hanno trasformato le società urbane europee in organismi sempre più plurali e complessi. Persone provenienti da contesti culturali e religiosi differenti hanno contribuito a ridisegnare il paesaggio sociale delle città, portando con sé nuove energie, tensioni e forme di convivenza.
Questa trasformazione ha profondamente inciso sulla dimensione urbana generando una molteplicità di presenze e pratiche che si riflettono nello spazio della città di Roma. Chiese cristiane di diverse confessioni, moschee, sinagoghe, templi buddhisti, induisti e sikh animano il tessuto urbano, ma frequentemente si mimetizzano nel paesaggio costruito, fino a diventare paradossalmente invisibili.
A realizzare “Superdiversa – Itinerari nella Roma plurale” sono state Maria Chiara Giorda, Eleonora D’Alessandro e Angelica Federici. Il progetto fotografico d’autore è stato invece curato da Giulia Massenz. Tutte foto inedite anche perché all’interno della guida c’è grande attenzione anche al racconto visivo.
“Facciamo parte di Sharp Lab, un collettivo transdisciplinare e interuniversitario che coinvolge molti studiosi e università italiane – le parole di Eleonora D’Alessandro, una delle autrici, a TPI -. Ci occupiamo di ragionare sulla diversità religiosa, sulla convivenza delle varie comunità religiose nel panorama urbano. All’interno del collettivo c’è il Politecnico, Roma Tre, La Sapienza, tutta una serie di centri di ricerca. Noi siamo tutte in modi diversi curatrici del libro e autrici. Tutte affezionate al tema che trattiamo nella guida che è sempre più attuale oggi. Riflettere sulla convivenza di comunità religiose in una città contemporanea è assolutamente prioritario anche alla luce dello scenario attuale”.
Cosa vi ha spinto a scrivere questa particolare guida? “L’abbiamo fatto per far arrivare questa tematica al di fuori dell’ambiente universitario. Prima – ha proseguito Eleonora D’Alessandro – abbiamo fatto una mostra a Roma (all’ex Mattatoio) e Torino (al Politecnico) dedicata ad un edificio multireligioso in fase di costruzione a Berlino che si chiama “House of One” e ora abbiamo pubblicato questa guida non convenzionale”. Ovvero? “Si tratta di una guida molto dinamica. Itinerari sensoriali, legati a delle parole, oggetti, suoni, luoghi… Degli itinerari d’autore all’interno della città di Roma che toccano molti luoghi anche non specificatamente religiosi che però hanno questa caratteristica di essere multiculturali”.
Una Roma diversa. “Sì, una città che non è solo capitale del cristianesimo, ma che da sempre – da quando esiste – è multiculturale. Nel libro, ad esempio, è citato il Pantheon, il tempio di tutte le divinità… Roma è multiculturale da sempre. Una parte dell’introduzione si chiama “Roma Rome” inteso quante Rome ci sono dentro Roma”. Luoghi che raccontano storie potenti e contraddittorie di appartenenza e aggregazione.
“Superdiversa” vuole esplorare questa dimensione complessa attraverso una narrazione visiva e testuale che intreccia fotografia e ricerca sociale. Un viaggio tra i luoghi di culto delle minoranze religiose della Capitale, alla scoperta di una città inedita, multiforme e in continua evoluzione.
Leggi l'articolo originale su TPI.it