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Un risarcimento etico-culturale: così la mostra “Donne di altri pianeti e pesci volanti” ridà dignità alle donne

Le opere di Chiara Susanna Crespi saranno esposte al Capitolium Art di via delle Mantellate 14/b, a Roma, a partire dal 6 gennaio

Di Riccardo Bocca
Pubblicato il 5 Gen. 2023 alle 07:00

Tutto è partito dalla scoperta di un vecchio baule, un piccolo antro della memoria da cui un giorno è emerso un manuale di medicina del 1958. Pagine affollate di donne con corpi e personalità all’epoca considerati non conformi e che in quanto tali venivano spogliate e classificate – a seconda dei casi – come malate, grasse, rachitiche, mascoline, storpie, isteriche oppure pazze. Esseri umani che a volte piangono, nelle fotografie a loro scattate, o fissano l’obiettivo quasi a sfidarlo, o ancora mostrano in quelle immagini un senso fondo di paura e freddo.

Uno dei dipinti della mostra “Donne di altri pianeti e pesci volanti”

“Loro”, dice l’artista romana Chiara Susanna Crespi, “sono le mie donne. Io sono loro, loro sono me nella lontananza di epoche diverse, Siamo unite e ci guardiamo. Bambine, ragazze, vecchie, tutte donne, sono pezzi di me. Ci teniamo insieme”, aggiunge, e insieme affidano in opere a tecnica mista (collage con colori a olio, acquarello su legno, tela e carta) il loro rifiuto di quello sguardo medico patriarcale e accusatorio a pesci che qui volano silenziosi ma che “se potessero urlare in mare non ci si potrebbe fare il bagno per il frastuono”.

Uno dei dipinti della mostra “Donne di altri pianeti e pesci volanti”

Un risarcimento etico-culturale, in altre parole, a donne ferite che oggi possono recuperare dignità e libertà grazie a un mondo nuovo che fonde acqua e luce, colore e inclusione. Non a caso la mostra in cui tutto questo avviene (dal 6 gennaio nella capitale presso la casa d’aste Capitolium Art di via delle Mantellate 14/b, in passato studio del maestro Mario Schifano) è titolata Donne di altri pianeti e pesci volanti.

Uno dei dipinti della mostra “Donne di altri pianeti e pesci volanti”

In una gimcana di poesia e denuncia, tenerezza e angoscia, Chiara Susanna Crespi porge all’occhio pubblico l’ennesima prova della sensibilità a quei temi sociali e dei diritti già abbracciati ai tempi del movimento studentesco della Pantera, dell’hip hop Novanta e del writing. Una navicella nel cuore dell’underground che stavolta viaggia e ritroso e afferra le crudeltà degli anni Cinquanta per trasformarle in spunti di consapevolezza e rinascita.

Uno dei dipinti della mostra “Donne di altri pianeti e pesci volanti”

“Sono attratta dagli invisibili e dagli esclusi”, dichiara l’artista nelle sue note biografiche. La porta d’accesso a quel deposito di sensibilità collettiva troppo spesso vittima della disattenzione.

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