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Qui dove il mare luccica: undici anni senza Lucio Dalla

1. All’inaugurazione del Caruso Roof Garden presso il Grand Hotel Vesuvio, 2010 Grand Hotel Vesuvio Napoli

Trascorreva le estati a Manfredonia con la madre. A sei anni si esibì per la prima volta a teatro. Ed era considerato un bambino prodigio. Il genio creativo del cantautore bolognese parte da lontano. La mostra del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ripercorre la vita dell’artista. Che il 4 marzo avrebbe compiuto 80 anni

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 3 Mar. 2023 alle 12:31

Lucio Dalla scrisse “Caruso” affacciato sul golfo di Sorrento da una finestra dell’albergo dove morì il tenore Enrico Caruso, di cui il celebre brano racconta la storia. La potenza lirica ed emotiva della canzone fa rivivere l’amore che il tenore provava per una ragazza “dagli occhi verdi come il mare” e fa brillare l’acqua del Mediterraneo che Dalla guardava mentre componeva. Sin da piccolo era stato abituato a contemplare i paesaggi marini, quando trascorreva le vacanze in Puglia, a Manfredonia, insieme alla madre modista. Una passione che lo spinse a tornare, da adulto, alle isole Tremiti, dove compose altri dei suoi celebri brani: “Com è profondo il mare”, ma anche “4 marzo 1943”, che celebra il giorno della sua nascita. Quest’anno il cantautore Bolognese avrebbe compiuto 80 anni.

Per commemorare questa ricorrenza il Mann Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita a partire dal 4 marzo e fino al 25 giugno 2023 la mostra “Lucio Dalla. Il sogno di essere napoletano”, che ripercorre la vita dell’artista dall’infanzia alla maturità artistica attraverso documenti, foto, copertine dei dischi, video, oggetti, abiti di scena, locandine dei film a cui ha partecipato, manifesti, la ricca collezione di cappelli e berretti, che permettono di avvicinarsi alla parte più intima del cantautore e di scoprire le origini del suo genio creativo, quando si esibiva a teatro insieme alla compagnia la “Primavera d’arte”, che portava in scena l’avanspettacolo e il teatro dialettale. Al suo primo impegno ufficiale nel mondo dello spettacolo Dalla aveva solo sei anni. Un artista poliedrico che non si limitò a creare musica – tutto iniziò con un clarinetto -, ma che sperimentò ogni forma d’arte che lo appassionò: il cinema, la danza, il teatro, l’opera lirica.

Lucio Dalla da bambino si esibisce in uno spettacolo teatrale, Archivio Antonio Bagnoli

Tra le foto in esposizione per la prima volta a Napoli – dopo che la mostra ha fatto tappa a Bologna e a Roma, dove una sezione speciale è stata dedicata agli anni trascorsi da Dalla nella capitale – anche quella che ritrae Lucio insieme al pianoforte con cui compose “Caruso” nella suite “One of a Kind Enrico Caruso” del Grand Hotel Excelsior Vittoria a Sorrento. E tra i reperti esposti nel museo anche i manoscritti originali delle canzoni che appuntava sui suoi quaderni.

«Grazie ai tanti libri, ai giornali, alle interviste, ai filmati che ho avuto modo di consultare e visionare – scrive il curatore Alessandro Nicosia – mi sono avvicinato a questo incredibile e unico personaggio. Per arrivare a una narrazione integrale ho ritenuto che fosse necessario conoscere il pensiero e i ricordi di chi lo ha realmente frequentato, in grado di poterlo raccontare al meglio e con dovizia di particolari». Tra le oltre quaranta testimonianze scritte e orali raccolte da Nicosia, quella di Vincenzo Mollica, che racconta: «Lucio era multiforme, multiplo di se stesso, poteva essere uno e insieme una moltitudine; era musica, cinema, canzoni, teatro, danza, opera lirica, pittura, letteratura, un funambolo del pensiero. Era un coltivatore diretto dell’avventura umana». 

 

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