Fa finalmente tappa a Roma il tour di presentazioni di Al vostro posto non ci so stare – dei delitti e delle pene secondo De André, il libro che Fabrizio Bartelloni, avvocato e magistrato onorario pisano, ha presentato in anteprima lo scorso anno al Salone Internazionale del Libro di Torino e quindi, con un successo e un’attenzione crescenti, in giro per tutta l’Italia. Un saggio, patrocinato dalla Camera Penale di Pisa e dal Museo di Viadelcampo29rosso con cui l’autore ha unito due mondi: quello che lo vede frequentare quotidianamente le aule di giustizia e quello «nel cuore» che lo lega da sempre all’opera del menestrello genovese.
“È proprio così, – conferma Bartelloni – ho scoperto De André nella mia prima adolescenza ed è stato amore al primo ascolto. Le sue canzoni non hanno soltanto accompagnato la mia crescita, ma hanno contribuito in modo importante alla mia formazione non solo culturale, ma anche etica. Vivevo da tempo con la sensazione di avere un debito di riconoscenza nei suoi confronti e la convinzione di doverlo, prima o poi, assolvere. Questo libro risponde anche a quel desiderio”.
Articolato in nove capitoli evocativi di altrettanti momenti del percorso artistico del cantautore genovese, il libro non si limita ad approfondire i temi della giustizia, della legge penale e del carcere nell’opera di De André, ma si sofferma anche su vari momenti della sua vita in cui ha dovuto confrontarsi con la giustizia penale.
“Soprattutto dopo la morte, i libri dedicati a De André si sono moltiplicati – spiega Bartelloni – ed esistono anche diversi scritti, perlopiù articoli o tesine accademiche, che si soffermano sulla sua dialettica lirica con i temi della legge penale e soprattutto del carcere; così, per rendere il saggio più completo e originale ho voluto indagare anche su quelle esperienze, da quella drammatica del rapimento alla visita ‘segreta’ ai detenuti del carcere di Is Arenas in Sardegna, in cui la sorte lo ha chiamato a dimostrare se vi fosse coerenza fra ciò che andava cantando e ciò che avrebbe fatto in concreto. La risposta è stata senza dubbio affermativa”.
Uno sguardo sul mondo delle aule di tribunale, dei crimini e delle pene, quello di De André, certamente non convenzionale e per nulla allineato con le tentazioni e semplificazioni giustizialiste sempre in voga, ma al contrario fermo e attento nel porre al centro dell’attenzione l’essere umano, con le sue miserie e fragilità, con il suo essere a volte artefice del proprio destino e altre vittima della sorte e di costrizioni sociali e culturali.
“Precisamente – conferma l’autore – da La ballata del Miché, che riteneva la sua prima vera canzone, a brani dell’ultimo album come Khorakhané (a forza di essere vento), Faber non ha mai smesso di sforzarsi di esercitare in primis una forma di comprensione per le alterne e incerte vicende umane che possono condurre un individuo su quella che viene spesso sbrigativamente definita ‘cattiva strada’. Il suo sguardo non è quindi mai giudicante, ma nemmeno indulgente; può definirsi, casomai, accogliente, e perciò capace di ricordare a tutti noi come una persona non possa e non debba essere ridotta all’azione che ha commesso, a prescindere dal fatto che questa si conformi o meno a un codice morale di riferimento di cui la legge si sia fatta interprete”.
Il volume, pubblicato da Pacini Editore, sarà presentato sabato 6 giugno alle 18:00 alla Libreria Eli (viale Somalia n. 50/A – Roma, ingresso libero). Insieme all’autore ci saranno il critico e fumettista, Andrea Guglielmino e le incursioni del chitarrista Carlo Annunziata, che accompagnerà la presentazione restituendo musicalmente le atmosfere deandreiane.