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    Uccise il figlio di 2 anni e lo portò alla cassa del market, chiesti 30 anni: “Omicidio consapevole e premeditato”

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 24 Mag. 2023 alle 17:32

    Trent’anni di galera. È la richiesta del pm per Erzsebet Bradacs, la donna che uccise il figlio di 2 anni nel 2021, a Po’ Bandino di Città della Pieve. Secondo il pubblico ministero Manuela Comodi, la 44enne ungherese «ha agito in modo consapevole e con piena premeditazione», riconoscendole comunque come attenuante il vizio parziale di mente.

    Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna, ungherese di 44 anni, uccise il figlio con diverse coltellate, adagiandone poi il corpo sul nastro trasportatore della cassa di un supermercato.

    Secondo Comodi l’imputata “una settimana prima dell’omicidio aveva saputo che il tribunale le aveva tolto l’affidamento del figlio e lo aveva dato in maniera esclusiva al padre. L’idea di uccidere era molto precedente al fatto – ha quindi sottolineato il pm -, frutto di uno scompenso improvviso ma di determinismo consapevole”.
    La donna, nell’ottobre del 2021, aveva ucciso il figlio a coltellate.

    Poi, l’aveva portato al supermercato Lidl a Po’ Bandino, in Umbria, e aveva adagiato il suo corpicino insanguinato sulla cassa, tra lo choc dei presenti. Inizialmente la donna racconta di aver trovato il piccolo all’esterno del supermercato ma poi, con l’arrivo dei carabinieri della compagnia di Città della Pieve ammetterà di essere la madre.
    Il papà, che viveva in Ungheria, ha raccontato l’orrore di quei giorni. La donna aveva saputo che avrebbe perso l’affidamento, così si sarebbe vendicata

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