Marco Travaglio torna a parlare della nuova indagine sul delitto di Garlasco che vede indagato Andrea Sempio. Il direttore de Il Fatto Quotidiano non crede all’inchiesta della procura di Pavia, a partire dal movente: “I contatti di Sempio con Chiara sono zero e la sua ‘ossessione’ per la ragazza fino al rifiuto che l’avrebbe indotto a ucciderla è smentita dal fatto che Sempio non ne parla mai nei soliloqui (tranne quello in cui scimmiotta un podcast) e negli scritti”. Anche il dna ritrovato sulle unghie della vittima, e compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, viene definito da Travaglio un “campione scarso, parziale, misto e incerto”. Poi c’è la nuova ricostruzione dell’omicidio “fatta sulle vecchie foto senza riesumare il corpo, è pura fiction”.
L’impronta 33, quella ritrovata sul muro delle scale dove è stato rinvenuto il cadavere di Chiara Poggi, “non esclude il sangue ma neppure lo dimostra e comunque non si sa di chi sia” mentre la compatibilità tra l’impronta rinvenuta sul luogo del delitto e il piede di Sempio “fa ridere”. Il giornalista, quindi, elenca tutte le bufale uscite negli ultimi mesi: “La cugina della vittima che getta l’arma nel canale; le piste pedo-porno-sataniche nel santuario; le tangenti dei Sempio all’ex pm Venditti (tutto falso e archiviato). Molto meglio menarla sulla presunta ‘smentita’ del Dna di Chiara sul pedale della bici degli Stasi, peraltro ‘processualmente accertata’ persino per il gup Vitelli che assolse Stasi per insufficienza di prove”.
Il direttore de Il Fatto attribuisce alla difesa di Stasi le bufale “sullo scambio di provette tra il cucchiaino di Chiara e il pedale. Una volta acquisito quel dato granitico che inchioda Stasi, tutti gli altri test di esito diverso non potevano più smentirlo, quindi le chiacchiere sul Ris stanno a zero. E soprattutto riguardano eventualmente il Ris, non Sempio. Che, sulla scena del delitto, continua a non risultare. Forse perché non c’era”.