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    Ventenne abusa di un dodicenne poi gli compra le patatine: “Non so perché l’ho fatto”

    Immagine d'archivio. Foto AGF

    L'aggressore ha confessato. Sostiene di essere stato accoltellato il giorno seguente in una spedizione punitiva organizzata da conoscenti del bambino

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 23 Set. 2026 alle 12:57

    A Torino un ventenne senza fissa dimora è stato arrestato con l’accusa di aver stuprato un bambino di 12 anni. Il giovane uomo ha confessato, affermando che era sotto l’effetto di droghe, e ha raccontato che, dopo l’abuso ma prima di finire in manette, è stato a sua volta vittima di un accoltellamento, in quella che – a suo dire – sarebbe stata una spedizione punitiva per vendicare la violenza sul minore.

    Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel pomeriggio di venerdì 18 settembre il bambino è stato avvicinato nel cortile delle case popolari dove vive. Il ventenne – di nazionalità egiziana e con precedenti per reati contro il patrimonio – lo avrebbe convinto a salire sul suo monopattino con la scusa di fare un giro insieme e lo avrebbe trasportato fino al parco dell’Arrivore, nella periferia nord della città: è lì che si sarebbe consumato lo stupro.

    Dopo la violenza, il ventenne ha accompagnato il piccolo in un minimarket della zona e gli ha comprato una bibita e un pacchetto di patatine.

    Tornato a casa, il bambino ha raccontato l’accaduto alla madre, che ha quindi sporto denuncia alle forze dell’ordine.

    L’arresto è scattato tre giorni dopo, nella tarda serata di lunedì 21. L’aggressore è stato trovato – grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza – nel quartiere di Madonna di Campagna a bordo dello stesso monopattino usato come mezzo per l’adescamento. Interrogato, ha presto ammesso i fatti contestati. “Non so perché l’ho fatto”, avrebbe detto, aggiungendo che era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

    Il ventenne ha negato di aver avvicinato il bambino nel cortile delle case popolari: sostiene di averlo incontrato dopo essere uscito dal Commissariato Barriera di via Botticelli, dove quel venerdì era andato, come ogni giorno, a firmare (è sottoposto a obbligo di firma per una precedente condanna legata a reati contro il patrimonio). L’arrestato afferma inoltre che sarebbe stato il bambino a chiedergli di fare un giro sul monopattino: i due sarebbero andati insieme al parco dell’Arrivore per consentire al piccolo di provare il mezzo. Si tratta di minime divergenze rispetto alla ricostruzione degli inquirenti e che comunque non spostano di una virgola l’interpretazione dell’accaduto. Il ventenne ora è indagato per violenza sessuale aggravata.

    Nel suo racconto, il ventenne ha aggiunto che nel pomeriggio di sabato 19 sarebbe stato raggiunto da una decina di persone vicine al bambino che lo avrebbero accoltellato alle gambe: è per questo – giura – che nei giorni seguenti avrebbero cercato di nascondersi dormendo anche in alloggi che trovava vuoti nella zona di Madonna di Campagna, non per il timore di essere arrestato. Gli inquirenti stanno verificando la sua ricostruzione.

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