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    Torino, sindaca Appendino condannata a un anno e mezzo per i fatti di Piazza San Carlo

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 27 Gen. 2021 alle 15:30 Aggiornato il 27 Gen. 2021 alle 15:41

    Torino, Chiara Appendino condannata a un anno e mezzo per i fatti di Piazza San Carlo

    La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata a un anno e sei mesi nel processo con rito abbreviato per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017, quando un’ondata di panico collettivo tra la folla causò 1.600 feriti e due morti. Le persone erano radunate in piazza in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

    Oltre alla sindaca hanno ricevuto la stessa condanna il capo di gabinetto in carica nel 2017, Paolo Giordana, l’allora questore Angelo Sanna, l’ex presidente dell’agenzia che gestiva l’evento, Turismo Torino, e altri due professionisti che si occuparono della progettazione della serata. Per tutti l’accusa è di disastro, omicidio e lesioni colpose. Il pm Vincenzo Pacileo aveva chiesto per Appendino una condanna a un anno e otto mesi.

    Secondo l’accusa la manifestazione fu organizzata male e troppo in fretta, ma per i difensori Paolo Pacciani, Simona Grabbi e Roberto Macchia sarebbe stato impossibile prevedere l’ondata di panico che la sera del 3 giugno provocò la morte di due persone: Erika Pioletti, deceduta in ospedale dopo pochi giorni e Marisa Amato, rimasta tetraplegica e morta due anni dopo. A causare la fuga di massa delle persone che guardavano la partita in piazza San Carlo fu una gang che compiva rapine usando spray urticanti. Per Pacileo però la sindaca Appendino “non ebbe solo un ruolo politico ma anche gestionale”.

    “Aspettiamo le motivazioni della sentenza, senza ascoltare le motivazioni non riusciamo a dire nulla”, ha dichiarato Appendino fuori dall’aula del tribunale di Torino. “Non pensiamo che un fatto che lo stesso consulente ha detto essere imprevedibile deve essere condannato come fosse un atto pubblico. Ci sono dei fatti per i quali trovare una responsabilità è pericoloso, perché il panico che si è generato da quella situazione era imprevedibile”, ha aggiunto l’allora capo di gabinetto Paolo Giordana. A settembre del 2020 Chiara Appendino si è dimessa dal M5S dopo la condanna di sei mesi in un processo per falso ideologico.

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