È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Il magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 20 febbraio, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani.
Il mondo dopo Trump. Il nuovo posizionamento internazionale degli Usa segna la fine dell’ordine neoliberale. In questa fase di interregno emerge la potenza di fuoco dei Paesi del Sud Globale. Che non sono sempre alleati fra loro, né vogliono le stesse cose. Ma hanno in comune la volontà di superare il sistema a guida occidentale.
“Trump si crede un capo supremo e legittima i leader autoritari. L’Europa dovrebbe rispondere semplificando la democrazia. E dimostrando che conviene più dei regimi. Occorre rimettere al centro il capitale umano: aggiornare il modo in cui facciamo formazione ed evitare che l’uomo sia travolto dalle macchine”. Colloquio con Luciano Violante.
E ancora: tutti i nemici del presidente. Le rivolte popolari contro l’Ice. Il calo nei sondaggi. Le sconfitte repubblicane alle urne. L’incognita Midterm. La frattura con il mondo Maga sul caso Epstein. E lo spettro di un altro impeachment. Ecco cosa preoccupa davvero l’amministrazione Usa di Donald Trump.
Dai quadri del Pcc ai manager delle industrie strategiche fino al generale più alto in grado dell’esercito. Il presidente ha sradicato il dissenso interno. Ma non è solo disciplina di partito. L’epurazione è legata ai preparativi per l’attacco a Taiwan. Ecco la grande purga di Xi Jinping.
Il trattato di contenimento nucleare tra Washington e Mosca è scaduto. “La Casa bianca e il Cremlino subiranno pressioni per aumentare gli arsenali. Così come Pechino”, spiega a TPI l’esperto di non proliferazione Jon B. Wolfsthal. “Trump? Non ha mai inviato i suoi negoziatori”.
E ancora: “La divisione tra Paesi ricchi e poveri è più evidente che mai. Le de-dollarizzazione? È soltanto passiva”. Il coordinatore generale di Progressive International, spiega a TPI: “Siamo di fronte alla paralisi del sistema multilaterale. La ritirata verso il bilateralismo è pericolosa. Serve un Nuovo Ordine Economico Internazionale”.
“Maduro era un dittatore. Ma ora abbiamo un governo controllato dagli Usa. Trump ha messo le mani sul nostro greggio perché le riserve americane stanno finendo e perché vuole decidere prezzi e acquirenti. Per la sovranità del nostro Paese è come tornare indietro di 70 anni. E dopo di noi a chi toccherà?”. Intervista all’ex ministro del Petrolio di Caracas.
“Un tempo i poteri coloniali si davano battaglia per il controllo dei territori africani. Oggi invece sono i governi locali a decidere con chi allearsi. Con l’agribusiness il continente può entrare nella globalizzazione. Il Piano Mattei? È una buona idea”. Colloquio con l’ex viceministro degli Esteri Mario Giro.
“Ha la più grande concentrazione pro-capite di rovine nella storia moderna. Servono da 7 a 10 anni e 2,5 miliardi di dollari solo per rimuoverle”. Il capoufficio dell’Undp nella Striscia a TPI: “I danni ammontano a 70 miliardi. Bisogna coinvolgere le comunità locali”.
Se la geopolitica è in mano alle Big Tech. Eserciti, intelligence, infrastrutture critiche: i colossi digitali hanno ridisegnato il commercio globale, la sicurezza nazionale e persino l’agenda estera degli Stati. Senza sparare un colpo né raccogliere consensi.
Dopo l’aggressione all’agente di Torino, torna al centro il dibattito sugli strumenti di tracciabilità nelle operazioni antisommossa. Dalle telecamere sulla divisa ai codici identificativi. Nel resto d’Europa sono uno standard. Il nostro Paese invece esita. Chi non vuole la bodycam per la polizia?
Spazio, inoltre, al Festival di Sanremo 2026. Da Pausini a Bocelli, da Pezzali a Ferro. A giudicare dalla scelta di co-conduttori e ospiti, Conti punta sull’usato sicuro. Quest’anno Sanremo sembra voler rassicurare più che sorprendere. Ma a fare la differenza saranno come sempre le canzoni.
Striature bianche, fibre che si sfaldano, muscoli che diventano verdi. Sono i segni di carni ottenute da animali fatti crescere troppo in fretta negli allevamenti intensivi. L’inchiesta di “Essere Animali” accende i riflettori sul white striping.
Un prof di chimica, ossessionato dagli elementi, perde la moglie e cade in uno stato di apatia, lasciando andare ogni contatto col mondo esterno. Il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio racconta una storia minima che è lo specchio di quest’epoca. In cui la dimensione pubblica resta fuori dalla vita delle persone.
Questo e molto altro nel nuovo numero del settimanale The Post Internazionale in edicola da domani e disponibile già da ora nella versione digitale.
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