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    È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale

    Il nuovo numero di The Post Internazionale è disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App e da domani, venerdì 24 aprile, in tutte le edicole

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 23 Apr. 2026 alle 17:00

    È uscito il nuovo numero di The Post InternazionaleIl magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 24 aprile, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani.

    Meloni e Orbán sconfitti alle urne. Trump in difficoltà in vista delle mid-term. Netanyahu additato come criminale dalle opinioni pubbliche di tutto il mondo. Il fronte ultraconservatore affronta una crisi senza precedenti. Intanto la Spagna di Sánchez è un modello per la sinistra. Il populismo ha davvero smesso di funzionare?

    E ancora: un approfondimento su Péter Magyar, l’uomo che ha fermato Orban. Ha passato 15 anni ad aspettare che il partito Fidesz gli permettesse di salire ai vertici dell’Ungheria. Quando ha capito che non sarebbe successo, ha deciso di buttar giù l’intero sistema. Così da ex marito dissidente del ministro della Giustizia è diventato il nuovo premier.

    Per oltre tre anni Meloni ha governato sfoggiando grande sicurezza. Poi però si è fatta trovare impreparata ad affrontare la sconfitta al referendum. E ora è impantanata tra crisi internazionali e frizioni interne alla coalizione di centrodestra. Ecco quali sono le fragilità di Giorgia e le insidie del governo.

    L’inflazione che non scende. La crescita che rallenta. E l’incognita Hormuz. Dopo i dazi e la guerra all’Iran, la stagflazione torna a far paura in tutto il mondo. Ma stavolta la causa ha un nome e cognome: Donald Trump.

    “Mostrare vicinanza a Trump non è ben visto dagli elettori europei. Tuttavia sono scettico sul mettere in relazione le sconfitte alle urne di Orbán e Meloni. Raramente si verificano effetti transnazionali sul voto”. Jan-Werner Müller, uno dei più autorevoli studiosi contemporanei del populismo, spiega a TPI perché bisogna far attenzione a cantare vittoria troppo presto.

    Inoltre, un approfondimento sul miracolo spagnolo. Dalla riforma del lavoro al boom delle rinnovabili, fino ai diritti civili e alla politica estera. Il “modello Sanchez” si afferma come alternativa al paradigma populista e sovranista dominante nell’Ue. Ma deve anche fare i conti con una crescente polarizzazione interna.

    “Nella città catalana il Pse ha chiamato a raccolta i progressisti di tutto il mondo. Per anni siamo stati divisi e abbiamo lasciato l’internazionalismo ai nazionalisti. Ma ora il vento sta cambiando. In Italia c’è da offrire agli elettori una proposta di governo. E non partiamo da zero”. Intervista con Giuseppe Provenzano.

    L’ex segretario generale ad interim Alessandro Minuto-Rizzo, invece, spiega a TPI perché non basta dire “bye, bye” per mettere fine al Patto atlantico: “L’Alleanza nacque su impulso americano e uscire richiede procedure complesse. Cedere responsabilità agli altri Paesi però non è negativo”.

    Questo e molto altro nel nuovo numero del settimanale The Post Internazionale in edicola da domani e disponibile già da ora nella versione digitale.
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