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    È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale

    Il nuovo numero di The Post Internazionale è disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App e da domani, venerdì 7 agosto, in tutte le edicole

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 6 Ago. 2026 alle 17:00

    È uscito il nuovo numero di The Post InternazionaleIl magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 7 agosto, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani.

    Individualismo, precarietà e isolamento digitale hanno indebolito le relazioni sociali. Siamo diventati più liberi nelle scelte personali, ma anche più vulnerabili. Abbandonati a noi stessi. Un malessere che rischia di trasformarsi in odio. La cover story è dedicata alla stagione della solitudine di massa.

    E ancora: un italiano adulto su 5 vive da solo. I nuclei monopersonali sono ormai la forma di famiglia più diffusa nel nostro Paese. Ma il trend è lo stesso anche nel resto d’Europa e negli Usa. Tra nuovi stili di vita e popolazioni che invecchiano.

    “L’apparente facilità di comunicazione data dalle nuove tecnologie non deve farci dimenticare che le relazioni richiedono impegno e investimento”. La sociologa Chiara Saraceno spiega a TPI perché ci sentiamo sempre più soli: “Vivere nel costante timore del giudizio altrui può accrescere lo stress e il disagio mentale”.

    Giulia ha capito che essere in coppia non rappresenta un traguardo. Paolo non rinuncerebbe mai alla sua libertà. Sara ora mette se stessa al primo posto. Storie di uomini e donne single per scelta.

    Le app hanno cambiato relazioni e lavoro. L’IA promette di colmare il vuoto lasciato da famiglia e amici. Intanto cresce il numero di giovani che si chiudono in casa. Ecco i rischi della solitudine digitale.

    “Siamo gli unici animali capaci di abitare sia il reale che il possibile. L’essere umano nato nell’era digitale, invece, è l’opposto. Ma la tecnologia non è la causa, è l’amplificatore di meccanismi narcisistici”. La neuropsichiatra infantile Olivia Ninotti indica però come invertire la rotta: “Immaginare è l’atto più sovversivo che ci rimane”.

    Lavori instabili, difficoltà abitative e insicurezza a tutti i livelli. Un’intera generazione annaspa e si sente privata del futuro. Condannata a un’interminabile precarietà esistenziale e a un infinito presente.

    Dai ministeri dedicati in Regno Unito e Giappone ai milioni spesi in Corea del Sud. L’assenza di contatti umani miete migliaia di vittime all’anno nel mondo. Ma solo 8 Paesi dell’Oms vantano apposite strategie nazionali. In Italia, invece, la politica ignora il problema.

    Ma è ancora possibile vivere in un mondo diverso. Più liberi dai vincoli tradizionali, più soli di fronte alle incertezze: è il paradosso del nostro tempo. Eppure qualcosa si muove, in silenzio, nelle scelte familiari, nei ritmi rallentati, nella cura condivisa. L’alternativa, oggi, è già diventata una forma di resistenza.

    Scelgono di avere figli solo quando hanno raggiunto la stabilità. Li ascoltano e li fanno partecipare alle decisioni di casa. Imparano dai social le migliori pratiche educative. E mamma e papà si dividono equamente i compiti. La generazione dei nati negli anni ‘80 e ‘90 sta riscrivendo gli schemi dell’essere famiglia.

    In quest’epoca carica di stimoli e possibilità cova un disagio sottile: il bisogno di rallentare, ridurre, sottrarre. Non si tratta di scappare per inventare nuovi mondi, ma di restare per rendere di nuovo abitabile quello che già abbiamo.

    Ad Assisi nasce la Global House of Friendship and Hope, dove i seguaci di ogni fede possono incontrarsi e dialogare. Un progetto promosso, tra giardini di preghiera e mostre immersive, dall’Elijah Interfaith Institute. “Abbiamo bisogno di luoghi di luce per vincere il buio”, ci spiega il fondatore Goshen-Gottstein.

    Questo e molto altro nel nuovo numero del settimanale The Post Internazionale in edicola da domani e disponibile già da ora nella versione digitale.
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