È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Il magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 23 gennaio, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani.
Le mosse a sorpresa di Trump, le difficoltà del regime di Teheran, le manovre dietro le quinte di Netanyahu. Dal Venezuela alla Groenlandia. Dall’Iran all’Ucraina. Passando per Gaza, Cuba, Taiwan, Yemen e il Somaliland. Siamo entrati nell’era del grande caos globale.
Esan è un militare e aiuta la rivolta dall’interno. Nader un commerciante del Bazar in protesta. Sosseh cerca il figlio negli obitori. Il funzionario statale Reza svela i saccheggi del regime. Sahar non torna più a casa per non far uccidere i genitori. TPI ha raccolto dal campo le voci di chi ormai in Iran ha smesso di avere paura.
E ancora: intelligenza artificiale, falsi profili sui social e spie sul campo. Così Israele ha fomentato le manifestazioni in Iran. Non solo per rovesciare il regime degli ayatollah ma per rimettere sul trono la dinastia Pahlavi.
Le più grandi proteste dal 2022 scuotono l’Iran. Usa e Israele affilano le armi. Russia e Cina provano ad aiutare il regime. India, Turchia, Pakistan e Arabia Saudita osservano. Ecco a chi conviene il crollo della Repubblica islamica. E cosa potrebbe succedere nella regione.
“Lo Stato ebraico non è una democrazia ma un regime di apartheid. Il mondo un giorno dirà basta, come con il Sudafrica. Netanyahu sogna un’altra Sparta. Non si può andare avanti così”. Lo storico israeliano Ilan Pappé predice a TPI il collasso del sionismo e le possibilità di pace.
10 anni senza la verità per Giulio Regeni. Dal febbraio 2016 a oggi, l’omicidio del ricercatore friulano in Egitto è rimasto impunito. Non per mancanza di prove, ma per scelta politica. Il Cairo ha ostacolato in tutti i modi le indagini. E i governi italiani hanno fatto troppo poco per ottenere giustizia.
Gli Usa hanno catturato Maduro, ma la dittatura di Caracas sopravvive. Trump punta a scacciare dal Paese le presenze cinesi, russe e iraniane e a mettere le mani sul petrolio. Prima però deve convincere le Big Oil statunitensi a fare quel che vuole lui.
Sarà Cuba la prossima? L’inflazione galoppante. La crisi energetica. L’embargo dagli Usa. L’economia dell’isola si regge su equilibri sempre più instabili. E ora ecco anche la caduta dell’alleato Maduro e le minacce di Trump.
Terre rare, materie prime utili alla transizione verde e digitale e una posizione strategica. Ecco perché il territorio autonomo danese è tanto importante per gli Usa. Persino da minacciare la Nato. E come può andare a finire. L’isola del tesoro nel mirino di Trump.
“Senza una riforma dei Trattati, l’Ue rischia di essere schiacciata da Usa, Cina e Russia. Meno dichiarazioni pubbliche e più negoziati a porte chiuse sarebbero più efficaci”. Ma, spiega a TPI l’esperto Albanese Ginammi, “ora servirebbe un governo federale europeo”.
Pokémon, Simpson e Playstation consacrano il governatore californiano a nemesi del presidente. Ma per il cofondatore di Youtrend Pregliasco e il presidente di AICP Cepernich non basterà al voto democratico: “Cosa non si deve fare è chiaro, cosa si deve fare non è chiaro”. Profilo di Gavin Newsom, l’anti-Trump che vuole vincere con le sue stesse armi.
Questo e molto altro nel nuovo numero del settimanale The Post Internazionale in edicola da domani e disponibile già da ora nella versione digitale.
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