Scegliere personalmente le lettere e i numeri della targa della propria automobile, anziché ricevere una combinazione assegnata automaticamente dalla Motorizzazione. È una delle novità annunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di presentazione della legge di Bilancio 2027. «Introduciamo la possibilità, per chi se ne vorrà avvalere, di avere delle targhe personalizzate: ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo», ha dichiarato la premier. «E qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere». La misura, presentata come una novità della manovra, riprende in realtà una possibilità già contemplata dal Codice della strada, ma rimasta sostanzialmente inapplicata per la mancanza delle necessarie disposizioni attuative. Il nuovo intervento normativo punta a rendere concretamente disponibile il servizio, stabilendone anche i costi. Ma come funzioneranno le targhe personalizzate? Quanto bisognerà pagare per averne una? E soprattutto, sarà possibile scrivere qualsiasi cosa?
Attualmente le targhe delle automobili italiane seguono uno schema fisso composto da sette caratteri: due lettere, tre numeri e altre due lettere. La combinazione viene assegnata al momento dell’immatricolazione del veicolo e il proprietario non può sceglierla liberamente. Con il nuovo sistema, invece, gli automobilisti potranno richiedere una specifica combinazione alfanumerica, scegliendo le lettere e i numeri da utilizzare sulla propria targa. L’obiettivo è consentire una maggiore libertà di personalizzazione rispetto alle regole attuali. Il testo della riforma del Codice della strada prevede infatti la possibilità di richiedere targhe caratterizzate da una successione personalizzata di lettere e numeri. Questo non significa, però, che sarà possibile scrivere qualsiasi parola o utilizzare un numero illimitato di caratteri. La composizione delle targhe dovrà rispettare requisiti tecnici e amministrativi che saranno definiti dalle disposizioni applicative. Non è ancora stabilito definitivamente, per esempio, se sarà possibile modificare completamente l’attuale sequenza di due lettere, tre numeri e due lettere oppure se saranno previsti schemi alternativi con precisi limiti.
La personalizzazione avrà un costo aggiuntivo rispetto alla normale immatricolazione del veicolo. Secondo le tariffe contenute nello schema normativo, per le automobili sarà necessario versare complessivamente 600 euro. La cifra comprende 500 euro destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, incaricato della produzione delle targhe, e una maggiorazione del 20%, pari a 100 euro, destinata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il prezzo sarà inferiore per i motocicli, che hanno una sola targa posteriore: in questo caso la spesa prevista è di 360 euro, composta da 300 euro di costo base e 60 euro di maggiorazione. Si tratta di importi sensibilmente superiori a quelli delle targhe tradizionali, il cui costo è normalmente compreso nelle spese di immatricolazione del veicolo. La scelta resterà comunque facoltativa. Chi non sarà interessato alla personalizzazione potrà continuare a ricevere una targa ordinaria attraverso la procedura attuale, senza sostenere il costo aggiuntivo.
Uno degli aspetti più interessanti della novità riguarda proprio le combinazioni consentite. In linea di principio, gli automobilisti potranno scegliere una sequenza che richiami il proprio nome, le iniziali, una data significativa o un’altra combinazione di caratteri. Non sarà però possibile ottenere una targa già assegnata a un altro veicolo. Ogni combinazione dovrà infatti essere univoca, in modo da consentire l’identificazione del mezzo. Saranno inoltre escluse le sequenze offensive, ambigue o potenzialmente ingannevoli. Resteranno anche i vincoli relativi alle caratteristiche fisiche delle targhe, che dovranno continuare a rispettare le prescrizioni previste per garantire leggibilità, riconoscibilità e sicurezza. Le regole definitive, compreso il numero massimo di caratteri utilizzabili, dovranno essere chiarite dal regolamento attuativo.
La richiesta dovrà passare attraverso le procedure amministrative previste dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il sistema dovrà consentire di verificare la disponibilità della combinazione scelta e la sua conformità alle regole, prima di autorizzarne la produzione. La normativa attualmente vigente, all’articolo 100 del Codice della strada, già contempla la possibilità di richiedere una specifica combinazione alfanumerica. Prevede inoltre che l’ufficio competente verifichi che la sequenza non sia stata utilizzata in precedenza. Per il nuovo servizio, tuttavia, restano da definire le modalità operative. Non è quindi ancora possibile indicare con certezza quale procedura dovrà seguire l’automobilista, se sarà disponibile una piattaforma online dedicata o quali documenti saranno necessari. Un altro aspetto da chiarire riguarda i veicoli già immatricolati. La possibilità di ottenere una targa personalizzata potrebbe essere collegata alle procedure di reimmatricolazione, ma bisognerà attendere le disposizioni definitive per sapere se e a quali condizioni sarà consentito sostituire una targa esistente soltanto per ragioni estetiche.
Nonostante l’annuncio del governo, le targhe personalizzate non saranno disponibili immediatamente. Il nuovo Codice della strada ha ricevuto un primo via libera dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, ma il percorso normativo non è ancora concluso. Il calendario previsto dalla riforma indica il 2027 per il completamento dell’iter legislativo, mentre l’applicazione delle nuove disposizioni potrebbe iniziare nel 2028. Anche in questo caso, tuttavia, sarà necessario attendere l’adozione delle norme attuative e l’organizzazione delle procedure da parte degli uffici competenti. La data effettiva a partire dalla quale sarà possibile presentare le richieste non è quindi ancora certa.
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