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    L’Università Lumsa conferisce la laurea honoris causa a Liliana Segre

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 27 Ott. 2020 alle 14:13 Aggiornato il 27 Ott. 2020 alle 14:14

     

     

    L’Università LUMSA di Roma, nel giorno dell’anniversario della fondazione dell’ateneo e dell’inaugurazione del nuovo anno accademico 2020-2021, ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Relazioni internazionali alla Senatrice a vita Liliana Segre per i suoi meriti culturali e per l’impegno profuso nella testimonianza e nella difesa dei diritti umani. Poco prima del conferimento della laurea magistrale ad honorem, la Prof.ssa Monica Lugato, ordinario di Diritto internazionale, ha tenuto una laudatio illustrando i meriti della Senatrice nonché le motivazioni di tale onorificenza. È intervenuta quindi Liliana Segre, in collegamento dalla sua abitazione di Milano, per pronunciare una lectio magistralis. Queste le parole della senatrice: “Scuola e Università costituiscono uno snodo decisivo per infondere virtute e canoscenza. Grazie ancora per l’onore che mi avete fatto e non posso non esprimere tutto il mio dispiacere per non aver potuto partecipare di persona a causa dei tempi che stiamo vivendo tutti. Sono momenti difficili e dobbiamo essere di nuovo, un’altra volta, forti e coraggiosi, avere la speranza e credere che si potrà anche questa volta, con una gamba davanti all’altra, uscire dalla pandemia”.

    Queste invece le parole del rettore della LUMSA, prof. Francesco Bonini,: “Una specie di prima mondiale: la prima laurea honoris causa a distanza. Una laurea che conclude il percorso del nostro ottantesimo anniversario che è stato imperniato su due idee: la forza delle donne, l’università LUMSA è stata fondata da una donna Luigia Tincani, e una certa idea di università. Credo che la senatrice Segre possa essere veramente una valida testimonianza dell’incrocio di queste due prospettive. Una testimonianza forte ma allo stesso tempo una propulsione culturale per un impegno di ricerca, nello studio, ma anche nella società. Che è quello che noi vogliamo per i nostri studenti”.

    Alla cerimonia è intervenuto anche il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi: “Dobbiamo ridare un ruolo nella nostra società ai giovani, che troppo spesso hanno sofferto la mancanza di centralità nelle nostre politiche. Una mancanza di investimento e generosità intergenerazionale che è la caratteristica di ogni società sana. Questo momento ci deve far riflette anche sul ruolo che l’università ha nel nostro Paese: un luogo di memoria e trasmissione dei valori di tolleranza e inclusione gli unici in grado di difenderci e costruire l’antidoto a quei virus tornano spesso nella nostra storia”.

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