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    Scommesse sportive, Mario Adinolfi ai domiciliari per truffa ed evasione fiscale

    Foto AGF

    Il giornalista e leader del Popolo della Famiglia è accusato di aver orchestrato un sistema che ha provato un danno vicino ai 5 milioni di euro

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 8 Lug. 2026 alle 09:28

    Il giornalista Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, è agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. La misura cautelare è stata eseguita dalla Guardia di Finanza nel mattino di oggi su richiesta della Procura di Roma.

    Secondo quanto emerso, al centro dell’indagine c’è la cosiddetta “Scommessa collettiva”, una sorta di club online promosso sui social network da Adinolfi a partire dal 2005 che prevedeva la raccolta di denaro da privati allo scopo di investirlo in scommesse sportive. Secondo gli inquirenti, agli aderenti venivano prospettati rendimenti fino al 40% annuo, ma diversi partecipanti non avrebbero visto restituito nemmeno il capitale investito.

    Solo una parte delle somme raccolte sarebbero state destinate alle scommesse sportive. Il resto sarebbe stato usato per trasferimenti verso soggetti terzi e sostenimento di spese personali per l’acquisto di orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e viaggi.

    Per la Procura di Roma, Adinolfi avrebbe messo in piedi un sistema che ha prodotto “un danno vicino ai 5 milioni di euro”, a cui si aggiungerebbero “altri 400mila euro” frutto di un’evasione fiscale in un solo anno di imposta (nei suoi confronti è stata disposta una confisca di beni di pari importo. All’indagato sono contestati anche i reati di esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio e abusivismo finanziario.

    “L’attività – spiega una nota degli investigatori – riscuoteva l’adesione di un numero considerevole di clienti che per l’affidabilità nella figura dell’ideatore proponente, la promessa di rendimenti elevati e garantiti in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario, l’utilizzo di presunti algoritmi e di strategia di scommessa infallibili, sono stati indotti a consegnare ingenti somme di denaro (anche superiori a 100mila euro per vittima) per l’acquisto di quote di partecipazione, senza ottenere (in tutto o in parte) la restituzione delle somme versate e la remunerazione prospettata”.

    L’indagine è partita dopo una serie di denunce presentate da alcuni degli aderenti al sistema. Nei mesi scorsi della vicenda si era occupato il programma tv Le Iene.

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