Da ferita urbana a simbolo di rinascita sostenibile. È questa l’ambizione della Tangenziale Verde, il progetto firmato dallo studio Sartogo Architetti Associati che immagina di trasformare un tratto dismesso della Tangenziale Est di Roma, a ridosso della Stazione Tiburtina, in un grande parco lineare sopraelevato.
L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: prendere un’infrastruttura simbolo della città dell’auto e restituirla alle persone. Dove oggi c’è cemento inutilizzato, domani potrebbe esserci un corridoio verde sospeso tra i quartieri, ispirato a esperienze internazionali come la High Line di New York, diventata uno dei modelli più celebri di rigenerazione urbana al mondo.
Un parco sopra la città contro caldo e smog
Il progetto prevede di mantenere la struttura sopraelevata trasformandola in pista ciclabile, percorso pedonale e spazio per il tempo libero. Sotto e intorno, orti urbani, campi sportivi, aree per bambini, spazi per eventi culturali, skatepark e perfino un mercato a chilometro zero. Non solo un parco, ma un’infrastruttura sociale.
La Tangenziale Verde sarebbe anche un laboratorio di innovazione ambientale: pergole fotovoltaiche per produrre energia, illuminazione LED ad alta efficienza, sistemi di raccolta e riuso delle acque piovane per irrigare il verde, biosensori per monitorare la qualità dell’aria. Una vera e propria barriera ecologica contro smog e polveri sottili, grazie a filari di alberi, pareti vegetali e sistemi di raffrescamento ad acqua nebulizzata.
In una città come Roma, dove l’effetto “isola di calore” può far salire la temperatura estiva di diversi gradi nelle aree più urbanizzate, aumentare il verde non è solo una scelta estetica, ma una necessità sanitaria e climatica. Il progetto punta a ridurre l’impatto ambientale, migliorare il comfort urbano e restituire qualità della vita ai residenti.
La leva dei finanziamenti
Sul piano delle risorse, la Tangenziale Verde si inserisce in una fase in cui il Campidoglio sta puntando con decisione su transizione ecologica e riqualificazione urbana. All’interno del nuovo Piano strategico e operativo dedicato alla mobilità sostenibile e all’ampliamento degli spazi verdi, il Comune di Roma ha infatti messo sul tavolo circa 50 milioni di euro destinati a interventi di rigenerazione e infrastrutture verdi, attivando fondi comunali e leve di bilancio orientate alla trasformazione ambientale e sociale della città.
Si tratta di risorse che potrebbero rappresentare un volano decisivo anche per la Tangenziale Verde, qualora il progetto venisse inserito tra le priorità operative dell’amministrazione.
Un nuovo motore per il quartiere
La zona della Tiburtina è già al centro di una trasformazione strategica, con il potenziamento del nodo ferroviario e nuovi insediamenti direzionali. La Tangenziale Verde potrebbe diventare il tassello mancante: un segno identitario capace di attrarre investimenti, valorizzare il patrimonio immobiliare e rafforzare il senso di comunità.
Non più asfalto, ma alberi. Non traffico, ma persone. La proposta immagina una Roma che smette di espandersi in orizzontale e comincia a rigenerarsi in verticale, trasformando un’infrastruttura del passato in un simbolo concreto di modernità sostenibile.