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    Roma, il dramma di due fratellini maltrattati dai genitori: “Non vogliamo tornare dalla mamma”

    Credit: Policlinico Umberto I

    A raccontare la loro storia è il Policlinico Umberto I: “Trovati dalla polizia in totale stato di abbandono”. Ora cercano una famiglia

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 7 Set. 2023 alle 15:18 Aggiornato il 7 Set. 2023 alle 15:46

    Roma, il dramma di due fratellini maltrattati dai genitori: “Non vogliamo tornare dalla mamma”

    “La malnutrizione da loro subita era talmente grave che alcuni esami lasciavano pensare, a causa dei residui nello stomaco, che avessero mangiato terra”. Trovati dalla polizia in totale stato di abbandono, le loro prime parole agli agenti sono state: “Non vogliamo tornare dalla mamma, abbiamo fame, vogliamo il gelato”.

    È la storia di Pietro e Paolo (nomi di fantasia), due fratellini ricoverati al Policlinico Umberto I il 10 maggio scorso. A raccontare la vicenda è lo stesso ospedale romano, in un lungo post su Facebook. I due bimbi, di 6 e 4 anni, ora si trovano in casa famiglia. Dopo essere guariti dai segni dei gravi abusi subiti, sono entrambi adottabili.

    Erano stati trovati dai poliziotti “soli ed abbandonati in una zona fuori dal Raccordo anulare. Presentavano segni di denutrizione, sporcizia, ematomi e cicatrici. Erano in un totale stato di abbandono”. Al loro arrivo in ospedale, alle 16.47 di quel mercoledì, sono stati immediatamente ricoverati in terapia intensiva pediatrica per poi essere trasferiti in gastroenterologia pediatrica.

    Entrambi “presentavano gravi problemi alimentari”. Al punto che “alcuni esami lasciavano pensare, a causa dei residui nello stomaco, che avessero mangiato terra”.

    Col tempo, grazie a una dieta “costantemente aggiornata in base alle loro necessità” le loro condizioni sono migliorate e i bimbi hanno potuto “mangiare tutto senza problemi”.

    “Se all’inizio evitavano di guardare negli occhi, con il tempo e grazie all’affetto ricevuto, la loro fiducia è cresciuta e si sono lasciati andare anche agli abbracci”, ha proseguito l’ospedale, ricordando i “diversi piani” su cui ha lavorato l’équipe di medici e sanitari che ha seguito i fratelli.

    “Il piccolo Pietro, nonostante avesse 4 anni, all’arrivo in Pronto soccorso non era in grado neppure di camminare. Col tempo e con l’aiuto di fisioterapisti ha imparato a farlo, ad andare sul monopattino e anche a ballare”.

    A seguirli cinque infermieri dedicati, che “si sono alternati per prendersi cura di loro 24 ore al giorno, costruendo un rapporto di fiducia. Grazie alla sensibilità del nostro personale infermieristico, sono stati rilevati ulteriori problemi di salute nel più piccolo dei due che hanno necessitato di ulteriori approfondimenti”.

    Le indagini svolte dalle autorità competenti hanno confermato “il grave stato di abbandono dei piccoli e di irresponsabilità totale dei genitori”, a cui è stata revoca la patria potestà. Il più grande è stato trasferito in casa famiglia il 6 luglio mentre il più piccolo, prima di raggiungere il fratello, è stato sottoposto a un “delicato intervento in Neurochirurgia Pediatrica per ridurre delle raccolte ematiche, causate dalle percosse subite negli anni, che pressavano sul suo cervello e ne compromettevano la vista e altre funzioni”. “La scorsa settimana sono tornati al Policlinico per una visita di controllo e la loro salute è notevolmente migliorata”, ha sottolineato l’ospedale. “Auguriamo ai nostri due angioletti di avere presto una famiglia che li ami incondizionatamente e che garantisca loro un futuro ricco di amore, gioie e soddisfazioni. Dopo quello che hanno passato nei primi anni di vita, nessuno lo merita più di loro”.

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