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    “Due uomini di colore mi hanno aggredito, insultato e preso a calci”. Ma si era inventato tutto

    La moglie del ragazzo aveva condiviso il racconto dell'aggressione sui social, e il post aveva ottenuto migliaia di condivisioni

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 21 Dic. 2019 alle 14:25 Aggiornato il 21 Dic. 2019 alle 16:45

    28enne inventa aggressione da parte di due uomini di colore

    Il 3 dicembre scorso un ragazzo di 28 anni di Taranto ha condiviso sui social la foto del suo volto tumefatto a causa di un’aggressione: nell’immagine mostra di aver perso due denti davanti e di avere la spalla lussata. Secondo il racconto, condiviso dalla moglie sui social e diventato virale, era stato picchiato da due uomini di colore alla fermata dell’autobus.

    “Non sono razzista, però è giusto che gli aggressori paghino aldilà del colore della pelle, spero che il mio post possa arrivare a tutte le istituzioni”, scriveva la moglie.

    La denuncia social ha scatenato l’ira degli utenti contro i presunti aggressori, e la Squadra Mobile ha avviato gli accertamenti.

    In un primo momento, il referto del 118 ha mostrato che le ferite del ragazzo erano riconducibili a una caduta accidentale, ma lui continuava a sostenere di essere stato aggredito. Stando alla sua testimonianza, i due uomini di colore l’avevano insultato, preso a calci e pugni e lo avevano trascinato per strada.

    Infine i poliziotti hanno definitivamente accertato che il 28enne si era inventato tutto: guardando i filmati registrati tramite l’impianto di videosorveglianza presente sul posto, risultava che il giovane era sceso dal bus e, dopo aver percorso neanche un metro di strada, era caduto a terra da solo, senza che nessuno si fosse avvicinato.

    Alla fine, il 28enne ha ammesso di aver inventato la storia, raccontando che la caduta lo aveva confuso così tanto da fargli ricordare un aggressione mai avvenuta.

    Eppure, nel frattempo, la sua storia è stata presa per vera e ha ottenuto migliaia di condivisioni sui social.

    Come riporta l’avvocato e attivista per i diritti umani Cathy La Torre su Facebook, il post della moglie è stato condiviso 8.800 volte sui social, mentre l’articolo del Giornale che ha riportato il racconto della vittima tarantina ha ottenuto oltre 5mila condivisioni.

    “Parliamo di milioni di italiani raggiunti da una notizia inventata”, fa notare l’attivista.

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