Louis Dassilva, unico indagato per l’omicidio di Pierina Paganelli, è stato assolto perché “il fatto non sussiste” e “per non aver commesso il fatto”. Il 35enne di origini senegalesi, che si è sempre proclamato innocente, è stato scarcerato nella notte ed è di nuovo un uomo libero. L’avvocato di Dassilva, Riario Fabbri, ha commentato così la sentenza: “Abbiamo portato degli elementi sicuramente molto forti, non vi erano riscontri da telefonini e da incidenti probatori. C’è una telefonata al 112/118 che restituisce una verità differente da quella che ci hanno raccontato alcuni testimoni in aula, quindi secondo noi c’è stato sicuramente un forte aiuto da parte delle prove scientifiche e dai telefonini che hanno messo in seria difficoltà alcune prove testimoniali”.
Il collega Andrea Guidi aggiunge che “è emerso che c’erano degli elementi indiziari inconsistenti. Il principale, cioè l’architrave su cui si reggeva tutto l’impostazione accusatoria, era la dichiarazione di Bianchi che abbiamo sempre ritenuto essere processualmente inattendibile per i criteri da sempre rappresentati”. Aver citato il caso Garlasco può aver aiutato? Secondo Guidi “la mia finalità era citare come determinate piste alternative dovessero essere percorse. Ecco sicuramente non doveva capitare questa cosa anche a questo procedimento”. Al momento della lettura della sentenza Dassilva ha pianto mentre la moglie Valeria ha commentato: “Ho acquistato molta fiducia nella giustizia”.