“Non ci rendevamo conto”
“Non si percepiva alcun pericolo”. Attraverso i racconti delle vittime, è stato ricostruito che le donne venivano portate a braccia e in stato confusionale fuori dalla camera in cui avevano avuto rapporti, dopo essere state drogate. “Mi sono spaventata, stavo sulle gambe a fatica e mi sono arrabbiata. Cosa era accaduto me l’ha raccontato lei il giorno dopo, abbiamo pianto e ci siamo sfogate a vicenda”, ha riferito la giovane.
“Era un self-service della droga”
La ragazza, come altri testimoni, ha raccontato che “la cocaina girava nei piatti ed era a disposizione di tutti gli ospiti che ne facevano uso come in una sorta di self service”. Le parole escono a fatica, ma la ragazza spera che “tutto questo possa servire alle altre donne violentate per avere il coraggio di denunciare”.
La vicenda processuale conseguente alla querela si è chiusa con la sentenza, passata in giudicato, di assoluzione dell’imputato per il reato di violenza sessuale, con trasmissione degli atti in Procura per l’ipotesi di calunnia a carico della denunciante.