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    Madre e figlia morte dopo il pranzo di Natale: non fu un’intossicazione alimentare ma avvelenamento. Si indaga per duplice omicidio

    Credit: AGF

    Svolta nel caso delle due donne morte durante le feste natalizie

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 31 Mar. 2026 alle 16:59

    Scioccante svolta nel caso della due donne, madre e figlia, morte dopo il pranzo di Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso in seguito a una sospetta intossicazione alimentare: le due, infatti, sarebbero morte per avvelenamento. È quanto ipotizza la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per duplice omicidio premeditato. Durante l’analisi del sangue effettuate sia in Italia che all’estero, infatti, sono emerse tracce di veleno. Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, 50 anni, quindi, sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso, con la ricina. Si tratta di una proteina estremamente tossica e letale, che viene estratta dai semi della pianta di ricino.

    Le indagini iniziali si erano concentrate su cinque medici e l’ipotesi era quella di una contaminazione o di un’intossicazione da funghi o botulino. Oltre alle due donne, era stato ricoverato anche il marito e papà della ragazza, Gianni Di Vita, e la figlia maggiore di quest’ultimo, Alice. Sotto la lente di ingrandimento erano finite le pietanze consumate dalla famiglia durante il pranzo di Natale: vongole, cozze, seppie e baccalà. Poi era stata la volta dei funghi champignon confezionati. Tuttavia, nessuno di questi alimenti aveva dato esito positivo.

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