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    “La Lombardia ha già finito i vaccini antinfluenzali”. La mail di Ats Milano rivela la catastrofe del modello lombardo

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 18 Nov. 2020 alle 18:00 Aggiornato il 18 Nov. 2020 alle 21:09

    La Lombardia ha finito i vaccini antinfluenzali: lo dice l’Ats di Milano

    La Lombardia ha già finito i vaccini antinfluenzali: lo certifica una mail inviata nel primo pomeriggio di mercoledì 18 novembre dall’Ats di Milano. Questo il testo della mail inviata da un dirigente medico dell’Ats, Agenzia di Tutela della Salute: “Gent.mi, inoltro quanto pervenuto oggi dal nostro Servizio Farmaceutico: “Al momento attuale tutta la filiera distributiva del vaccino antinfluenzale per ATS MILANO presenta disponibilità ridottissime di vaccino over 65,. e non presenta altre disponibilità di altri vaccini antinfluenzali o pneumococcici. Non è stato comunicato al momento quando vi potranno essere ulteriori rifornimenti di vaccino Il Farmaceutico non può dare attualmente altre risposte che quelle ora comunicate“.

    La notizia è stata subito commentata da Maria Carmela Rozza, consigliere regionale del Pd alla Regione Lombardia, che ha rilasciato a TPI la seguente dichiarazione: “La farsa ormai è diventata tragedia. Invitiamo il governatore Fontana a dire la verità ai lombardi per sapere quando ci saranno i vaccini, se ci saranno e chi sarà realmente vaccinato. Pretendiamo che il presidente Fontana faccia chiarezza sulla situazione perché è diventata drammatica”.

    La vicenda è clamorosa dal momento che, vista l’epidemia di Covid, il ministero della Salute aveva raccomandato addirittura di anticipare la campagna di vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ottobre. Lo scorso 5 giugno, infatti, il ministero attraverso la Circolare Prevenzione e controllo dell’influenza sottolineava: “Vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di Sars-CoV-2, il documento raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre”. Alla fine di novembre, invece, non solo le persone vaccinate sono pochissime, ma i vaccini sono anche finiti.

    Le sanità privata lombarda, inoltre, non sembra seguire le stesse sorti di quella pubblica. Al San Raffele di Milano, infatti, non solo si può fare un consulto telefonico per il Covid a 90 euro ed eventualmente una serie di esami alla modica cifra di 450 euro, così come svelato da TPI, ma anche il vaccino antinfluenzale, il cui prezzo nel frattempo è aumentato da 55 a 65 euro.

    La replica dell’Ats di Milano

    Nella serata del 18 novembre, l’Ats di Milano ha replicato alle accuse con le seguenti dichiarazioni: “L’affermazione della consigliera Rozza secondo cui in ATS Milano non sarebbero più disponibili vaccini non corrisponde al vero. Proprio in questi giorni sono stati distribuiti ai medici di medicina generale di ATS oltre 235.000 vaccini, (in media 120-130 dosi aggiuntive per ogni medico) da destinare a i propri assistiti over 65 per la campagna vaccinale antinfluenzale.

    La ‘nota’ menzionata nel comunicato è stata inviata dopo l’avvio della distribuzione di queste dosi: si tratta di un’indicazione ad usare i vaccini consegnati o in consegna senza effettuare ulteriori richieste di fornitura, dato che la rete distributiva non ha, attualmente, ulteriore disponibilità, che sono previste nelle prossime settimane.

    I medici, che fino ad oggi hanno vaccinato oltre 125.000 cittadini, possono quindi continuare le attività della campagna per i pazienti over 65. Si ritiene grave divulgare documenti tecnici senza comprenderne il significato ed allo scopo di procurare allarme”.

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