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    Latina, due operai morti in 24 ore. I sindacati: “Il caldo uccide, non si può lavorare così”

    Foto Unsplash

    Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, insieme a Cgil, Cisl e Uil, hanno proclamato per venerdì 24 luglio lo sciopero unitario dell’edilizia a Latina

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 21 Lug. 2026 alle 17:20

    Due lavoratori morti a Latina in meno di 24 ore, durante giornate segnate da temperature estreme. Le cause dei decessi di Wladislaw Pernal, operaio edile di 64 anni, e Francesco Gritto classe 1972, dovranno essere accertate. Ma queste morti rischiano di diventare il simbolo più drammatico di un’emergenza che investe l’intero Paese: quella di chi continua a lavorare all’aperto mentre il caldo rende cantieri, campi e strade luoghi sempre più pericolosi.

    «Il caldo uccide. Non c’è altro modo per descrivere quello che sta accadendo ormai da qualche anno e che tende a peggiorare, causando sui lavoratori conseguenze spesso irreversibili», denuncia Diego Piccoli, segretario generale della Fillea Cgil Roma e Lazio.

    Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, insieme a Cgil, Cisl e Uil, hanno proclamato per venerdì 24 luglio lo sciopero unitario dell’edilizia a Latina, con presidio alle 9.30 in piazza della Libertà. Piccoli e Angelo Tomeucci, segretario della Fillea Cgil Frosinone e Latina, chiedono inoltre un tavolo urgente in Prefettura. «Non è più accettabile consentire di lavorare sotto il sole con queste temperature. Bisogna trovare subito una soluzione: nulla è più rimandabile», affermano i due sindacalisti.

    Il caldo sul lavoro non provoca soltanto colpi di calore e disidratazione. Affaticamento, perdita di lucidità, crampi, cali di pressione e riduzione dei tempi di reazione aumentano anche il rischio di cadute, errori e incidenti nell’utilizzo di mezzi e macchinari.

    A essere più esposti sono gli addetti dell’edilizia, dell’agricoltura, delle cave, della manutenzione stradale e della logistica, insieme a chi opera in ambienti chiusi non adeguatamente raffrescati.

    Il Ministero della Salute monitora quotidianamente 27 città italiane. Nel Lazio un’ordinanza vieta fino al 15 settembre il lavoro con esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei giorni indicati ad alto rischio dalle mappe Worklimate. Ma per la Fillea i divieti stagionali non bastano senza controlli capillari, tutela del salario, rimodulazione degli orari, zone fresche, acqua e sorveglianza sanitaria.

    «Ecco cosa succede quando si riduce la crisi climatica a propaganda, quando si ignorano segnali evidenti e si fanno spallucce davanti alle richieste del sindacato: oggi ci sono due morti e ci aspettiamo che istituzioni, politica e imprese spieghino alle famiglie una tragedia che, mai come stavolta, poteva essere evitata», attacca Piccoli.

    Pernal è morto ieri, il 20 luglio mentre lavorava alla ristrutturazione di una palazzina in viale Paganini, Francesco Gritto invece questa mattina all’interno di un campo fotovoltaico in fase di realizzazione. La Procura ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, anche per verificare il rispetto delle norme e dell’ordinanza regionale.

    Per Piccoli serve ora un salto legislativo: «I cambiamenti climatici sono strutturali e bisogna affrontarli con soluzioni concrete. Va modificato il Testo unico sulla sicurezza: accanto ai rischi chimico e biologico deve essere inserito quello da stress termico». È il principio della campagna Fillea “Sicuri di tornare a casa”: di fronte a un clima che cambia, anche il lavoro deve cambiare. Prima che la prossima allerta diventi un altro bollettino di morte.

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