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    Guerra in Ucraina, i due italiani di estrema destra arruolati in Donbass per sostenere Putin

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 8 Mar. 2022 alle 08:36

    Due italiani si sono arruolati nelle fila dei gruppi militari filo russi per combattere a favore delle due Repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Uno è Andrea Palmeri, il latitante italiano più famoso nel nuovo inferno creato da Vladimir Putin, aggiornando su Facebook un profilo con bandiera imperiale di “Santa Madre Russia”. Detto “il generalissimo” da quand’era capo degli ultrà del Lucca, una condanna a 5 anni sulle spalle, venne salutato con entusiasmo al suo arrivo dal governatore dell’autoproclamata repubblica autonoma di Donetsk nel 2014: «Un vero fascista italiano si è unito alla nostra milizia!».

    L’altro è Riccardo Emidio Cocco, esponente dell’estrema destra che da giorni pubblica video – diventati virali su Telegram –  in sostieme le scelte di Vladimir Putin dell’invasione dell’Ucraina. Sia Cocco che Palmeri gravitano nella galassia del neofascismo italiano. Ed entrambi, spesso, si sono trovati a dover fronteggiare altri “camerati” sul lato opposto delle barricate ma di “fede” nazionalista differente.

    Il 23 febbraio e il 6 marzo 2022, annotano diverse informative dell’intelligence occidentali, sono stati pubblicati due brevi video di Cocco. Inoltre, il 21 febbraio, sempre Cocco, aveva partecipato, al fianco di Palmeri, ad una conferenza a sostegno delle popolazioni del Donbass. Il filo conduttore dei video è sempre lo stesso. Lanciare un appello agli italiani per supportare le Repubbliche separatiste “con donazioni e atti dimostrativi”. Lo stesso atto dimostrativo che Cocco ha sostenuto di aver compiuto a Roma: uno striscione comparso a piazza del Popolo: “Usa la guerra è colpa tua. Europa rialza la testa. Fuori dalla Nato. No alle sanzioni suicide. Chiedi la pace”.

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