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    “Io, vittima di cyberbullismo e revenge porn, ora sono indagata per lo stesso reato: vogliono incastrarmi”

    A TPI parla Ilaria Di Roberto, 29enne di Cori (Latina) che ha denunciato di essere vittima di revenge porn e cyberbullismo, ma ora si ritrova indagata per gli stessi reati

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 23 Dic. 2019 alle 13:02 Aggiornato il 24 Dic. 2019 alle 09:07

    “Io, vittima di cyberbullismo e revenge porn, ora sono indagata per lo stesso reato: vogliono incastrarmi”

    “È assurdo, io non c’entro nulla. Qualcuno vuole farmi passare come l’artefice di tutto”. Ilaria Di Roberto è una ragazza di 29 anni che vive a Cori, un comune di circa 10mila abitanti in provincia di Latina. Negli scorsi mesi ha denunciato ripetutamente di essere stata vittima di revenge porn e cyberbullismo. Ha raccontato a giornali e trasmissioni televisive di essere stata vittima di una “cybersetta” che l’avrebbe obbligata a tatuarsi il suo marchio e a firmare una cambiale da 40mila euro.

    Lo scorso 6 novembre però in questa brutta storia è arrivato un colpo di scena: la polizia postale ha perquisito la casa dove Ilaria vive con la madre e la sorella, perché la giovane è indagata per lo stesso reato che aveva raccontato di aver subito.

    Due ragazzi avrebbero infatti denunciato che, dopo aver avuto dei rapporti con la 29enne, si sarebbero trovati il loro nome e il loro numero di cellulare pubblicati su un sito porno gay, venendo tempestati di telefonate di uomini che chiedevano loro prestazioni. Secondo le prime indagini della procura di Latina, questi numeri sarebbero stati pubblicati proprio tramite il telefonino di Ilaria, come riporta Repubblica – Roma in un articolo del 7 novembre. Il caso è al vaglio del sostituto procuratore di Latina, Valentina Giammaria.

    Intervistata telefonicamente da TPI, Ilaria assicura di non saperne nulla. “Quando la polizia ha detto che i profili partivano dal mio telefono mi è cascato il mondo addosso”, dice la ragazza. “Ho consegnato loro tutto, telefono e computer, per smentire questa falsità”.

    “È assurdo, non ho molestato nessuno in vita mia. Si tratta di qualcuno che vuole farmi passare come l’artefice di tutto”, sostiene Ilaria, che crede che il suo telefono sia stato hackerato e spera nell’intervento di un cyber-perito che approfondisca le indagini.

    “Vorrei chiedere l’aiuto di un perito come CTP (Consulente Tecnico di Parte, ndr) ma non posso permettermi di pagarlo, spero che qualcuno si faccia avanti gratuitamente per aiutarmi a dimostrare la mia innocenza e capire perché parte tutto dal mio dispositivo senza che io abbia mosso un dito”, dice.

    Dal revenge porn alla “cybersetta”, l’assurda storia di Ilaria Di Roberto

    Tutto è iniziato nel 2017, quando Ilaria ha conosciuto un ragazzo su Facebook. “Dopo un mese ci siamo incontrati e io mi sono innamorata di lui”, dice a TPI. “Anche lui all’inizio sembrava preso da me, ma poi ha voluto mantenere solo un rapporto di amicizia, che è proseguito fino a pochi mesi fa”.

    Nel periodo successivo al loro incontro, e dopo che il ragazzo aveva avuto una frequentazione occasionale – poi interrotta – con un’altra persona, sia lui sia Ilaria scoprirono che i propri profili social erano stati hackerati, che alcune delle foto erano state rubate e che qualcuno stava creando nuovi profili a nome loro e a stampo denigratorio. Entrambi, inoltre, ricevevano sms contenenti dei codici di accesso ai loro profili e conferme di ordini effettuati su vari siti di vendita online.

    “Dopo qualche giorno ho ricevuto un messaggio su Messenger da parte di un profilo falso”, racconta Ilaria. “Conteneva un link e mi diceva che alcune delle mie foto erano state caricate su un sito porno”. Scopre che effettivamente alcune sue foto erano state pubblicate su un profilo di un sito porno chiamato “Ilaria vogliosa di c….”. Alcune di queste immagini, in cui Ilaria era vestita, provenivano dai suoi profili social. Altre ritraevano corpi di ragazze completamente nude, senza volto, intente in atti sessuali. A causa di quel profilo Ilaria viene contattata nei giorni successivi da diverse persone che le chiedono prestazioni sessuali.

    Inizialmente né Ilaria né il ragazzo presentano denuncia, convinti che si tratti di un pessimo scherzo e che la questione sarebbe cessata presto. Invece la vicenda va avanti per mesi e i due alla fine si recano alla polizia postale per denunciare tutto.

    Un giorno a settembre 2018 Ilaria Di Roberto si imbatte per caso in una ex del ragazzo, che durante una lezione di ballo la osserva con insistenza e le pesta un piede. “Ricevevo anche dei messaggi sui social, sempre da profili fake, nei quali mi veniva ribadito che presto tra me e lui si sarebbe intromessa una terza persona”, aggiunge Ilaria.

    In effetti, poco tempo dopo, la ex ricontatta il ragazzo e i due riallacciano la loro relazione. Progressivamente, Ilaria nota che lui diventa sempre più scontroso e sospettoso nei suoi confronti, fino a quando a maggio 2019 le annuncia di voler interrompere del tutto il loro rapporto di amicizia.

    “In quel momento ero molto provata dalla chiusura del nostro rapporto”, dice Ilaria, “Mi comparve sui social un post con la pubblicità di uno studio esoterico, che decisi di contattare. Infatti sono sempre stata appassionata del mondo dell’esoterismo anche se non l’ho mai praticato”.

    Poco dopo aver inviato la mail, Ilaria viene contattata dal “Vicario” di questo studio, che la circuisce e le offre un lavoro come lettrice di tarocchi. Lei accetta perché in quel momento si trova in condizione di indigenza, ha perso tutti gli amici a causa del revenge porn e perché ha bisogno di un lavoro. Ma anche perché lui avanza delle promesse.

    “Disse che se avessi accettato di lavorare per lui e avessi mostrato fedeltà nei confronti dello studio mi avrebbe resa popolare e avrei avuto successo come scrittrice”, racconta Ilaria, “avrei potuto avere tutto ciò che desideravo dalla vita e il ragazzo – per il quale nutrivo ancora dei sentimenti – sarebbe tornato da me”.

    “Mi parlò anche del fatto che alcuni suoi soci lo avevano tradito in passato e che proprio per tale ragione, essendo un hacker, era riuscito a vendicarsi”, aggiunge Ilaria, alla quale il “Vicario” invia anche un video online con delle formule strane, dicendole che si tratta di una ipnosi realizzata dal capo e fondatore della società.

    Ilaria comincia a fare la cartomante per conto dello studio (dal quale non vedrà mai un euro) ma col tempo le richieste della società nei suoi confronti si fanno sempre più pressanti: le chiedono di realizzare un video in cui inneggia a Hitler e di tatuarsi il logo dello studio per provare la sua fedeltà.

    Intimorita dalle possibili conseguenze di un suo rifiuto, Ilaria accetta e firma anche una cambiale da 40mila euro che, secondo questa persona, le avrebbe permesso di diventare socia dello studio, con conseguente aumento dei guadagni.

    Ma sulla società e sulle figure che ruotano intorno ad essa Ilaria comincia ad avere sempre più sospetti, che crescono quando il “Vicario” le dice di avere un sito internet attraverso il quale vendeva sostanze stupefacenti.

    Con il supporto di sua madre, Ilaria decide di interrompere i legami con lo studio. Quando lo comunica al suo “capo”, lui sbraita contro di lei e la minaccia. Da quel momento lei inizia a ricevere messaggi minatori, i suoi profili vengono hackerati e ne spuntano di falsi, che offendono i suoi contatti a nome suo. Anche il video in cui lei inneggiava ad Hitler è stato messo online, così come un video in cui le si dà della “malata di mente”.

    “Ora mi trovo in una condizione in cui non posso più uscire di casa da sola, ho paura”, confida Ilaria, che ha deciso di raccontare la sua storia ai giornali per spingere le altre vittime di revenge porn e cyberbullismo a reagire. “Voglio dare una mano a quelle ragazze che, come accaduto a Tiziana Cantone, pensano che il suicidio sia l’unica soluzione. Non è così, io sto lottando e continuerò a lottare”.

    Cos’è il revenge porn e cosa prevede il reato approvato dalla Camera 
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