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    Ilaria Alpi, la commovente lettera della zia: “Cosa deve succedere per smascherare mandanti e depistaggio?”

    Il sit-in per la richiesta di non archiviazione del caso Ilaria Alpi, davanti alla Città Giudiziaria a piazzale Clodio a Roma, 8 giugno 2018. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

    Domani ci sarà la prima udienza per la terza richiesta di archiviazione sul caso Alpi Hrovatin. Lanciato il presidio #NoiNonArchiviamo

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 15:29

     

    Ilaria Alpi, la commovente lettera della zia: “Cosa deve succedere per smascherare mandanti e depistaggio?”

    “Buongiorno. Sono Anna Riccardi, la sorella di Luciana. Insieme a mio figlio vorrei ringraziarvi, per l’impegno di tutti voi per non dimenticare Ilaria, assassinata insieme a Miran Hrovatin oltre 25 anni fa a Mogadiscio”. Con queste parole la zia di Ilaria Alpi, sorella di Luciana, si è rivolta ai giornalisti e agli amici della famiglia Alpi, radunatisi a Roma per il conferimento del fondo archivistico “Ilaria Alpi” alla Fondazione Paolo Murialdi.

    Ilaria Alpi, giornalista del Tg3, e Miran Hrovatin, operatore, furono assassinati in Somalia il 20 marzo 1994. La verità su mandanti ed esecutori di quell’omicidio non è ancora stata raggiunta e i genitori di Ilaria, Giorgio Alpi e Luciana Riccardi, sono morti rispettivamente a luglio 2010 e a giugno dello scorso anno, senza poter avere giustizia per l’omicidio della figlia.

    Proprio per far luce su quella verità ancora occultata, la zia di Ilaria Alpi ha letto oggi una commovente lettera, chiedendo di partecipare al presidio che si terrà domani, 20 settembre 2019, davanti il Tribunale di Roma, in contemporanea con l’udienza sull’archiviazione del caso Alpi-Hrovatin.

    Ilaria Alpi, la lettera della zia

    “Siamo qui per Ilaria, ma anche ricordare Luciana e Giorgio e il loro indomabile impegno sulla ricerca della verità, sempre”, ha ricordato Anna Riccardi.”Il loro impegno è stato ed è oggi il nostro impegno”.

    “I mandanti e gli esecutori di quel delitto sono ancora impuniti dopo 25 anni”, ha detto la sorella di Luciana Alpi. “Domani ci sarà la prima udienza per la terza richiesta di archiviazione, dopo che Hashi è stato scarcerato perché innocente e riconosciuto un capo espiatorio. Cosa mai deve succedere per smascherare chi ha depistato e ordinato, o coperto l’esecuzione? Domattina saremo tutti davanti al tribunale per un presidio, perché Noi non archiviamo”.

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    Omicidio Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, il gip decide sulla richiesta di archiviazione

    Domani, venerdì 20 settembre 2019, il gip del Tribunale di Roma terrà la prima udienza sulla terza richiesta di archiviazione del caso Alpi-Hrovatin. La decisione è attesa qualche giorno dopo, ma ad opporsi ad ogni possibile archiviazione sono – attraverso la campagna #NoiNonArchiviamo – FNSI, Ordine dei giornalisti, Usigrai, Articolo 21, il Comitato di redazione del Tg3, Libera Informazione e associazione Amici di Roberto Morrione.

    “L’attività di indagine suppletiva condotta dal Pubblico Ministero risulta oggettivamente carente”, si legge nell’atto di opposizione all’archiviazione, presentato dall’avvocato Giulio Vasaturo per conto di FNSI, Ordine dei giornalisti e Usigrai. “Il pm ha disatteso, senza alcun valido motivo, alcuni fondamentali adempimenti investigativi prescritti dal Giudice per le Indagini Preliminari con l’Ordinanza del 26.6.2018”.

    In questa ordinanza, il gip aveva chiesto di raccogliere la deposizione del cittadino somalo che aveva parlato dell’ordine di versare la somma di 40mila dollari all’avvocato Duale per la “questione di Hashi”, nonché quella dello stesso avvocato. Ma anche di escutere il somalo che aveva ricevuto l’informazione che Hashi Omar Hassan era stato ingiustamente condannato per l’omicidio di Ilaria Alpi e che quest’ultima era stata invece uccisa da militari italiani.

    Inoltre, il gip chiedeva di “accertare se alla data del 20.3.1994 fossero rimasti nella capitale somala militari italiani”, e di escutere “la fonte confidenziale citata nella relazione SISDE del 3.9.1997, previa nuova richiesta al Direttore p.t. del SISDE (oggi AISI) in ordine all’attuale possibilità di rivelarne le generalità”.

    Le indagini suppletive, secondo chi si oppone all’archiviazione, hanno eluso buona parte degli accertamenti richiesti dal gip: da qui la richiesta di non archiviare le indagini.

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