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    Rifiuti, l’accusa del governatore della Campania Vincenzo De Luca: “È Roma la terra dei fuochi”

    L'ex sindaco di Salerno l'ha definita "una discarica a cielo aperto"

    Di Maria Teresa Camarda
    Pubblicato il 18 Lug. 2019 alle 20:41 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:22

    L’accusa di De Luca: “È Roma la terra dei fuochi”

    L’accusa arriva dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca: “La terra dei fuochi è altrove, oltre Roma e Roma compresa”.

    Il presidente smarca la sua regione dall’accusa di essere “un disastro” dal punto di vista ambientale e rilancia puntando il dito contro la Capitale e altre regioni d’Italia.

    Per De Luca l’emergenza che la città di Roma, guidata dalla sindaca grillina Virginia Raggi, ha affrontato nelle ultime settimane ha reso la Capitale una “discarica a cielo aperto”.

    “Se guardiamo su Google, possiamo vedere che i roghi non sono qui, ma sono altrove. A Roma con la decrescita felice e la storia dei rifiuti zero hanno fatto della capitale d’Italia una città devastata da incapacità e ideologismi”, ha detto De Luca in occasione dell’incontro “Campania per l’ambiente”, che si è tenuto oggi, giovedì 18 luglio, a Napoli.

    Addirittura per il governatore “la Campania da Terra dei Fuochi è diventata un modello nazionale per le politiche di tutela ambientale”.

    E attribuisce il merito di questo traguardo raggiunto all’operato della sua giunta: “Se io dovessi stare qui per galleggiare o lisciare il pelo, preferirei andare a casa perché ci sono cose molto più gradevoli nella vita. Ma siamo qui per una svolta strutturale in Campania”.

    Sacchetti di immondizia davanti al palazzo della Regione

    Ma i contestatori del sindaco non accettano le affermazioni di De Luca e hanno organizzato, in concomitanza con l’incontro di Napoli, una iniziativa di protesta.

    Decine di sacchetti dell’immondizia sono stati depositati davanti all’ingresso della sede della Regione Campania. La manifestazione è stata organizzata da un gruppo di manifestanti appartenenti alla rete “No Biocidio”.

    I contestatori prima si erano recati davanti all’albergo sul lungomare dove il presidente De Luca stava partecipando all’incontro sul tema dei rifiuti. Poi, dopo che il governatore è andato via da un’uscita posteriore, si sono recati all’esterno del vicino palazzo della Regione, in via Santa Lucia, e hanno lasciato i sacchetti, con sopra attaccate le immagini del presidente della Regione, davanti a uno degli ingresso.

    Verso una nuova emergenza rifiuti in Campania

    “Ci apprestiamo a un’ennesima e annunciata emergenza – si legge un comunicato della rete “No Biocidio” –  e il presidente De Luca vuole sopperire con l’apertura di siti di stoccaggio che diventerebbero bombe ecologiche”.

    A breve, infatti, ci sarà uno stop programmato di “40 giorni dell’impianto di Acerra”. E si teme una nuova emergenza nel capoluogo campano e nei comuni limitrofi.

    Un rischio che il presidente della Regione ammette e scarica però sugli enti che si occupano di stoccaggio. “Accumuleremo 80mila tonnellate di rifiuti”, ha spiegato. “Non possiamo consentirci il lusso di rifiuti per le strade, sarebbe la conferma di una condizione storica, che viene da lontano”, ha aggiunto De Luca.

    In Italia aumentano i rifiuti speciali

    Un’ultima ricerca, intanto, denuncia che è ancora in aumento in Italia la produzione nazionale dei rifiuti speciali. Nel 2017 sfiora i 140 milioni di tonnellate (quasi il 3% in più rispetto al 2016).

    Stando ai dati del Rapporto annuale 2019 dell’Ispra, il centro studi del Ministero dell’Ambiente, tra i rifiuti speciali, cresce la produzione di quelli non pericolosi (+3,1%). Rimane stabile quella dei pericolosi (+0,6%, corrispondente a 60 mila tonnellate).

    > Così l’Italia esporta illegalmente rifiuti di plastica all’estero
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