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    Strage di Crans Montana, l’ospedale svizzero invia per errore le fatture alle famiglie dei feriti italiani

    Credit: AGF

    Proteste dall'Italia. Poi la precisazione del Cantone Vallese: "Non devono pagare nulla". Le spese saranno a carico delle autorità elvetiche

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 21 Apr. 2026 alle 09:58

    Tre famiglie dei ragazzi italiani feriti nella strage di Crans Montana hanno ricevuto dall’ospedale di Sion, nel Cantone Vallese, la fattura relativa alle spese sanitarie sostenute per la cura dei pazienti. Gli importi indicati sono compresi tra i 15.000 e i 60.000 franchi svizzeri (ossia tra i 16.000 e i 65.000 euro). Dopo le proteste arrivate dall’Italia, le autorità svizzere hanno spiegato che i documenti sono stati inviati per errore e che le famiglie non dovranno pagare  nulla.

    “Le prestazioni mediche dell’Ospedale del Vallese non sono a carico delle famiglie, che sono state informate tramite posta, a fine febbraio, inizio marzo, della procedura in caso di ricezione di fatture mediche, che non devono essere pagate dalle famiglie”, ha chiarito in una nota il Consiglio di Stato del Cantone Vallese.

    Del caso si è subito interessato anche l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. “Il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard mi ha assicurato che nulla è dovuto dalle famiglie agli ospedali – ha riferito il diplomatico – e che le spese sanitarie saranno sostenute in toto dal Cantone del Vallese, ed eventualmente dalla Confederazione svizzera, e che nulla sarà chiesto allo Stato italiano, come del resto avevano annunciato sin dall’inizio”.

    Le spese indicate nelle fatture fanno riferimento alle prestazioni mediche erogate nei giorni immediatamente successivi all’incendio nel bar Le Constellation, in cui persero la vita 41 giovani, tra cui 6 italiani.

    Si tratta di documenti amministrativi che, secondo l’avvocato Domenico Radice, legale di alcune vittime dell’incendio, “sono inopportuni”: “In linea generale riteniamo che le spese debbano essere a carico delle autorità svizzere, anche considerate le presunte responsabilità pubbliche finora emerse, e proprio per questo l’invio delle fatture poteva essere evitato”, sottolinea il legale.

    Secondo Guido Bertolaso, assessore della Regione Lombardia al Welfare e membro italiano nella Fondazione Beloved, che rappresenta le famiglie delle vittime della strage, l’invio della fatture è stato un “atto dovuto”: “Sono delle certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili”, sottolinea. “È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo”.

    Bertolaso ha aggiunto che la Fondazione si è attivata per “individuare le modalità per indennizzare al meglio tutte le famiglie, innanzitutto le famiglie che hanno perso i loro figli e poi anche le famiglie i cui ragazzi hanno subito gravi alterazioni e hanno dovuto essere ricoverati in ospedale”. “Ci siamo riuniti una volta, ci riuniamo adesso di nuovo il 5 di maggio e poi a Ginevra il 12 di giugno. Stabiliremo i criteri in aggiunta ovviamente a quello che devono fare le altre istituzioni” ha concluso l’assessore.

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