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    Covid, cade anche l’ultimo obbligo: stop all’isolamento dei positivi

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 8 Ago. 2023 alle 14:18

    Covid, cade anche l’ultimo obbligo: stop all’isolamento dei positivi

    Con il “decreto Omnibus”, approvato nel pomeriggio di ieri, lunedì 7 agosto, dal Cdm cade anche l’ultimo obbligo di legge legato al Covid, ovvero l’isolamento di cinque giorni per le persone positive.

    Il provvedimento, infatti, abolisce l’articolo 10 ter del decreto legge 52 del 2021, che prevedeva per l’appunto l’isolamento delle persone positive al virus fino all’accertamento della guarigione.

    L’obbligo prevedeva che una persona, risultata positiva al Covid, rimanesse isolata nella propria abitazione, con l’obbligo di non poter uscire, per un massimo di 5 giorni.

    D’ora in avanti, dunque, chi ha il Covid potrà uscire liberamente di casa e andare a lavoro. Con il decreto, inoltre, cessa l’autosorveglianza per i contatti di persone positive, con l’obbligo di indossare le mascherine FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti.

    Regioni e province autonome, inoltre, non comunicheranno più quotidianamente i dati relativi ai contagi, che saranno invece comunicati al ministero della Salute e all’Iss con “periodicità stabilita con provvedimento della direzione generale del ministero della Salute”.

    “Si tratta di una norma di buon senso. L’andamento epidemiologico non rende più necessaria questa misura. Abbiamo superato l’emergenza sanitaria ma continuiamo a monitorare e, come ministero della salute, se servirà adotteremo le misure necessarie di contrasto” ha spiegato il ministro della Salute Orazio Schillaci al termine del Consiglio dei Ministri.

    Il ministero, a quanto si apprende, invierà nelle prossime settimane una circolare per le vaccinazioni autunnali. Non si tratterà di un obbligo, ma si punta a proteggere anziani e fragili.

    Diverse le posizioni degli esperti in merito alla decisione del governo. Per Claudio Maria Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali interpellato dall’Adnkronos Salute, si tratta di “una misura ragionevole ma deve essere controbilanciata con un’importante campagna di vaccinazione anti-Covid, a partire da settembre per i soggetti immunodepressi”.

    Più critico, invece, Massimo Galli, già direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, che, interpellato da La Repubblica, dichiara: “Non è finito nulla, forse solo nelle speranze di qualcuno ma non nelle certezze e la scelta del Governo è solo un atto politico senza alcuna base scientifica”.

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