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    Corinaldo, le intercettazioni degli arrestati: “Senza morti rapinavo anche Sfera Ebbasta”

    Sei componenti della banda dello spray sono stati arrestati. "Siamo andati alla festa e sono morti in sei ... se ci pensi fa male", dicono nelle intercettazioni

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 4 Ago. 2019 alle 13:27

    Corinaldo, le intercettazioni degli arrestati: “Senza morti rapinavo anche Sfera Ebbasta”

    “Se non era per quello che è successo, gli rubavo la collana, è solo un pagliaccio”. Sono alcune delle frasi riferite a Sfera Ebbasta emerse dalle intercettazioni della banda di Corinaldo, composta da sei giovani arrestati per la strage avvenuta la notte dell’8 dicembre 2018 presso la discoteca Lanterna Azzurra, in cui morirono morirono 5 ragazzini tra i 14 e i 16 anni e una madre 39enne.

    Il settimo ragazzo che secondo gli inquirenti era un componente della banda è morto invece in un incidente d’auto ad aprile 2019.

    Dei sette arrestati, sei sono ragazzi tra i 19 e i 22 anni, residenti nel Modenese accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni. Il settimo è ritenuto invece il ricettatore dei proventi dei furti realizzati con il sistema dello spray al peperoncino

    Si trattava di una banda di “rapinatori seriali”, che attraverso i furti riusciva a intascare anche 15 mila euro al mese. Gli inquirenti stanno infatti indagando sui furti avvenuti in 60 locali al Centro-Nord e anche all’estero, fino al parco Disneyland di Chessy.

    Corinaldo: chi sono gli arrestati

    I giovani arrestati sono: Ugo Di Puorto, 19 anni di San Prospero (Modena), Andrea Cavallari, 20 anni di Bomporto (Modena), Moez Akari, 22 anni residente a Castelnuovo Ranone (Modena), Raffaele Mormone, 19 anni di San Cesario sul Panaro (Modena), Badr Amouiyah, 19 anni residente a San Prospero (Modena) e Sohuibab Haddada, 21 anni residente a di Bomporto (Modena). Agli arresti con l’accusa di ricettazione anche Andrea Balugani, 65enne di Castelfranco Emilia.

    Sono tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine, e i sei ragazzi anche di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo.

    Nell’ordinanza il gip scrive che le che centinaia di ore di intercettazioni mostrano come “l’argomento centrale di ogni discorso è quasi sempre costituito dalla rievocazione di furti commessi, dalla preparazione di nuove azioni delittuose, dal commento sull’operato di bande rivali ovvero dai problemi legati alla ricettazione e al riparo di spese e proventi”.

    “Si tratta dunque di persone dedite in maniera stabile, professionale e costante al compimento di condotte predatorie di ogni tipo. Per frequenza e serialità le azioni delittuose poste in essere esprimono in maniera inequivocabile un sistema di vita polarizzato, esclusivamente o quasi, sulla commissione di reati”.

    Corinaldo: le intercettazioni della banda

    “In mezzo alla pista io correvo e scappavo”, dicevano i ragazzi della banda, inconsapevoli di essere intercettati: “Siamo andati alla festa e sono morti in sei … se ci pensi fa male”.

    Commentando quanto accaduto a Corinaldo nei giorni successivi alla strage dicevano: “Siamo andati a una festa fra e son morte 6 persone […] Vecchio, spray, iniziava a tossire fra, la gente che urlava, la gente che iniziava a cadere, io ho saltato tre persone fra, ho passato certe cose fra…”.

    La sera della tragedia a Lanterna Azzurra, mentre si scatenava il panico per gli spruzzi di spray al peperoncino, la banda ne approfittava per rapinare una persona che stava soccorrendo un ragazzo caduto nella calca.

    Uno dei ragazzi che sono scampati alla calca infatti ha fornito la seguente testimonianza: “Aiutavo un ragazzo a rialzarsi e ho sentito uno strappo alla collanina”. Era proprio il panico che volevano, perché uno di loro, intercettato, dice: “Ho spruzzato così tanto in discoteca che subito si è svuotata”.

    Ciononostante dopo la strage la banda ha continuato a mettere a segno i colpi, talvolta utilizzando ancora lo spray, altre volte mettendo in atto altri tipi di violenza.

    “Io spruzzo, tu me lo rimetti in tasca e voglio vedere chi lo trova, voglio vedere se prendono le impronte dell’aria”, diceva ai suoi amici Ugo Di Puorto durante uno dei colpi.

    Il gip ritiene che i colpi realizzati dalla banda, divisa in “squadre” in meno in mese siano stati 18 in tutto, dalla notte del 21-22 giugno a quella del 20 luglio.

    Corinaldo: l’incontro con Sfera Ebbasta in autogrill

    La sera della tragedia di Corinaldo i componenti della banda incontrarono Sfera Ebbasta, l’artista atteso alla discoteca della strage, in un’area di servizio.

    I ragazzi, si legge nel’ordinanza, “rammentano il fatto che, durante il viaggio di ritorno, presso un’area di servizio, avevano incontrato l’artista Sfera Ebbasta”.

    Uno di loro era quasi intenzionato a rubargli la collana: “Se non era stato per i morti te lo giuro (…) lì, gliela faceva”.

    Nella conversazione si sente uno degli indagati dire “Sfera Ebbasta è solo un pagliaccio”. Ricordando l’incontro con il cantante dicevano: “io lo schifo proprio come persona.., ci stavo per litigare in autogrill lo stavo per bussare quel figlio dì (…) diceva con quella faccia da (…) e la collana così fuori”. E la replica: “la collana quella con la chitarra fra… li se non era stato per i morti te lo giuro (….) lì gliela faceva, lo guardava in un modo…”.

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