La giornalista Concita Borrelli si è scusata per la frase sullo stupro pronunciata una settimana fa durante Porta a Porta: “Ho usato una espressione brutta e brutale”, ha ammesso nel corso della puntata di ieri del programma tv di Rai 1. “Mi prenderò una breve pausa dal video”, ha aggiunto. Insieme a lei, anche il conduttore Bruno Vespa ha chiesto perdono ai telespettatori: “Avrei dovuto intervenire”, ha detto.
Commentando la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, Borrelli aveva detto: “Diciamo una cosa dura, però secondo me molto realistica, non vera perché io non dico le cose vere, ma secondo me molto realistica: se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro. C’è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione: ce l’abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini”.
la ‘giornalista’ Concita Borrelli per sostenere innocenza Sempio “se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi c’è lo stupro, c’è che qualcuno ti prenda o tu prenda qlc…in testa, nell’immaginario”
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La frase aveva generato forti polemiche. Il sindacato Usigrai aveva definito le parole “irrispettose nei confronti delle vittime di violenza e non degne del Servizio Pubblico”, mentre l’Ordine dei Giornalisti aveva parlato di “affermazioni gravissime”. Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, aveva disposto verifiche immediate. La redazione di Porta a Porta aveva diffuso una nota dicendosi “rammaricata per quanto accaduto”.
Ma sui social Borrelli aveva ribadito la sua posizione: “Le fantasie sessuali sono al di sopra di noi! Non facciamo gli ipocriti”.
Nei giorni scorsi Bruno Vespa e la giornalista avevano annunciato le scuse pubbliche davanti alle telecamere. Scuse che sono effettivamente arrivate nella puntata di ieri.
Quella di Borrelli, ha detto il conduttore, è stata “una frase molto sbagliata di cui mi scuso innanzitutto io: avrei dovuto intervenire dicendo che a me e a tanta altra gente una cosa di questo genere non è mai venuta in mente. Il fatto però che il gruppo autorale, a cominciare da me stesso, sbagliando, non abbia ritenuto di tagliare questa frase – ha aggiunto Vespa – è perché ha pensato che il paradosso si riferisse proprio al problema di stare attenti a non criminalizzare un imputato, Andrea Sempio, per una sua fantasia sessuale. Di questo noi siamo assolutamente convinti, servono le prove e non bastano le fantasie”. “Sentivo il dovere di scusarmi, come sente il dovere di scusarsi Concita Borrelli”, ha concluso il conduttore.
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Dopo Vespa, ha preso la parola la giornalista, che ha letto una dichiarazione scritta alzandosi in piedi: “Direttore, grazie per questa opportunità, leggerò quello che davvero ho sentito perché questa sera non voglio e non posso sbagliare”, ha esordito. “Sinceramente mi scuso con il pubblico a casa, con il pubblico presente, con il Direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini e con te, padrone di casa al quale so di aver creato un grande disagio. Giovedì scorso nell’ambito di un dibattito sul caso Garlasco ho usato una espressione brutta e brutale quando si usa il termine stupro bisogna stare attenti mille volte, è un termine che racconta di violenza, di dolore irreparabile e talvolta di morte. Noi giornalisti che affrontiamo ogni giorno casi di violenza sulle donne non possiamo consentirci leggerezze alcune”.
“Mi scuso – ha sottolineato Borrelli – perché avrei dovuto più correttamente dire che nell’ambito delle fantasie sessuali, due secoli di psicoanalisi ce lo insegnano da Freud in poi, esiste anche l’aggressività attiva e passiva per tanto bisogno essere cauti nell’interpretare i soliloqui e gli appunti di Andrea Sempio. Comunque sia – ha concluso la giornalista – in televisione è doveroso essere più che attenti, le parole a casa arrivano come dardi e aggiungo che dopo averci riflettuto a lungo per mia volontà, voi mi conosce sono uno spirito libero, mi prenderò una breve pausa dal video. Siamo in dirittura di arrivo con Porta a Porta, farà bene a me e farà bene a tutti coloro che si sono sentiti feriti per quel che io ho detto”.
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