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    Il commissario Ue ai Trasporti Tzitzikostas: “Volo cancellato per carenza di carburante? Nessun risarcimento”

    Credit: ZUMAPRESS:com / AGF

    La Commissione chiarisce le regole sui rimborsi aerei: se le compagnie cancellano un volo a causa dei prezzi troppo alti del jet fuel, i passeggeri hanno diritto al risarcimento. Ma se manca fisicamente il carburante, il vettore può lavarsene le mani. Spetta comunque alla compagnia il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 21 Apr. 2026 alle 16:07 Aggiornato il 21 Apr. 2026 alle 16:09

    I passeggeri dei voli cancellati a causa della carenza di carburante non avranno diritto ad alcun risarcimento ma solo al rimborso del prezzo del biglietto o alla riprogrammazione gratuita, a carico della compagnia, del viaggio su un altro volo.
    A fare chiarezza sulle conseguenze della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran sul trasporto aereo ci ha pensato oggi il commissario Ue Apostolos Tzitzikostas, a margine della riunione dei ministri dei Trasporti dell’Unione europea.
    La carenza fisica di carburante per aerei, ha spiegato il commissario greco, costituisce una “circostanza eccezionale” e pertanto non dà diritto ai passeggeri al risarcimento ma solo al rimborso del prezzo del biglietto. Discorso diverso invece se il vettore decide di sopprimere un volo perché il carburante costa troppo: in quel caso i viaggiatori possono chiedere non solo il rimborso o la riprotezione su un altro volo ma anche un risarcimento economico del danno subito, che può arrivare fino a 600 euro a seconda della tratta.
    “Non posso dire cosa succederà nei prossimi tre, quattro o cinque mesi in Medio Oriente”, ha ammesso oggi in conferenza stampa Tzitzikostas. “Ma quello che posso dirvi è che abbiamo dei diritti di trasporto aereo che tutelano i nostri visitatori”, ha aggiunto. “In caso di cancellazione o ritardo significativo, i passeggeri hanno diritto a informazioni chiare, assistenza e cure, nonché alla possibilità di scegliere tra il rimborso o la riprotezione verso la destinazione finale. Salvo circostanze eccezionali”.
    Queste tutele, come ha ricordato il commissario Ue, si applicano a tutti i voli in partenza da un aeroporto dell’Unione — indipendentemente dalla compagnia — e a quelli in arrivo nell’Ue operati da un vettore comunitario. Una rete di protezione che copre, di fatto, la grande maggioranza dei viaggi aerei del continente.
    “Riteniamo che le cancellazioni dei voli dovute ai prezzi elevati non si qualifichino necessariamente come circostanze straordinarie”, ha spiegato Tzitzikostas. In quel caso, ha sottolineato, il passeggero “ha anche diritto a un risarcimento da parte della compagnia aerea”. “Le interruzioni causate dalla carenza di carburante per aerei potrebbero essere considerate circostanze straordinarie”, ha invece proseguito il politico ellenico. “Naturalmente, ciò significa che le compagnie aeree potrebbero non essere tenute a fornire un risarcimento finanziario, qualora siano in grado di dimostrare che l’interruzione del servizio sia stata causata direttamente dalla carenza di carburante per aerei e che siano state adottate tutte le misure ragionevoli”.
    I vettori, ha concluso, hanno comunque l’obbligo di “assistere i passeggeri in caso di problemi”. “Se un volo viene cancellato, i viaggiatori devono contattare la propria compagnia aerea il prima possibile per organizzare un viaggio alternativo o ottenere un rimborso”.

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