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    “E Bibbiano?”: il nuovo tormentone dei complottisti sui social tra fake news e strumentalizzazioni politiche

    Una vicenda di cui si parla molto sul web, ma in maniera totalmente errata

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 22 Lug. 2019 alle 10:23 Aggiornato il 22 Lug. 2019 alle 11:54

    Perché non parlate di Bibbiano? Il nuovo tormentone dei complottisti social

    “Perché non parlate di Bibbiano?”: è questo il nuovo tormentone dei complottisti, che sui social chiedono incessantemente di parlare di un fatto di cronaca che, a loro dire, viene censurato dalla stampa.

    Il caso a cui si fa riferimento è quello inerente all’inchiesta Angeli e Demoni, denominata così dalla magistratura.

    Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel comune di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, alcuni bambini sarebbero stati sottratti alle famiglie sulla base di dichiarazioni e relazioni manipolate, per poi essere affidati ad amici e conoscenti dei soggetti coinvolti, che ricevevano la somma mensile prevista in questi casi dalla legge.

    Le indagini tuttavia sono ancora in corso e, mentre alcuni punti della vicenda sono stati ridimensionati nel corso dell’inchiesta, altri sono tuttora da chiarire.

    Cosa è successo a Bibbiano, il riassunto completo della vicenda

    Nonostante questo, però, c’è già chi, sui social network, ha emesso la sua sentenza, contribuendo, inoltre, ad alimentare fake news.

    Secondo i complottisti del web, infatti, della vicenda si parlerebbe poco o nulla per via del coinvolgimento di un esponente del Partito Democratico.

    Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, infatti, è agli arresti domiciliari con l’accusa di abuso d’ufficio e falso. Secondo gli inquirenti, Carletti avrebbe dato in uso una stanza senza regolare appalto a una delle Onlus incriminate, ma non sarebbe coinvolto nei crimini contro i minori.

    Eppure, in breve tempo in rete sono spuntate vignette che raffigurano il sindaco orco con la dicitura “L’uomo nero è del Pd”, mentre gli hashtag più utilizzati sono stati quelli di #BibbianoPD, sotto cui sono raccolti insulti di ogni tipo e accuse di ogni tipo, incluse quelle di pedofilia.

    Un tormentone social di cui si parla in maniera errata

    Fake news che ben presto sono state strumentalizzate dalla politica per fare propaganda.

    Luigi Di Maio, infatti, durante una diretta Facebook ha dichiarato: “Io col Pd non ci voglio avere nulla a che fare, con il partito di Bibbiano che toglieva i bambini alle famiglie con l’elettroshock per venderseli non voglio averci nulla a che fare e sono stato in questo anno quello che più ha attaccato il Pd”.

    Il capo politico del M5S fa riferimento, tra le altre cose, al fatto che i bambini sarebbero stati sottoposti a elettroshock per fargli il lavaggio del cervello. Tuttavia nell’inchiesta non si parla mai di elettroshock, ma di un apparecchio, che viene usato nell’ambito della psicoterapia.

    Matteo Salvini, invece, dopo aver diffuso un video fake che vedeva un bambino strappato dai suoi genitori, fatto avvenuto in Gallura nel 2017, ma spacciato come un video riguardante i fatti di Bibbiano, nella giornata di domenica 21 luglio ha scritto sui social: “Che schifo una certa sinistra che fa business sugli immigrati e perfino sui bambini!!!”.

    Ad alimentare sospetti e paure sono stati anche alcuni personaggi noti, tra cui i cantanti Laura Pausini e Nek, i quali sui loro canali social hanno chiesto a gran voce che si parli dei fatti di Bibbiano.

    In realtà di Bibbiano se ne parla moltissimo, come dimostrano anche i dati di Google Trends.

    I dati dimostrano come la ricerca “Bibbiano” sia in impennata, soprattutto se messa in confronto a “Savoini”, il presidente dell’associazione Lombardia Russia che avrebbe trattato per far ricevere fondi russi alla Lega.

    Come si può vedere, dunque, di Bibbiano se ne parla eccome: il problema è che se ne parla in maniera totalmente errata e soprattutto disinformata.

    Senza considerare che delle vittime di questa vicenda, ovvero i bambini che sarebbero stati strappati alle proprie famiglie, in realtà non sembra proprio interessare a nessuno.

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