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Soundreef o SIAE: con chi si guadagna davvero di più?

Soundreef o SIAE: con chi si guadagna davvero di più? Guida al confronto per autori ed editori

Di Redazione TPI
Pubblicato il 6 Ago. 2026 alle 12:56

Nel mercato musicale contemporaneo, la gestione dei diritti d’autore rappresenta uno degli elementi che incidono maggiormente sulla remunerazione di autori ed editori. La diffusione dello streaming, l’internazionalizzazione dei consumi musicali e la crescente complessità nella raccolta delle royalties rendono sempre più importante comprendere quali fattori determinino realmente i compensi. In questo contesto si inserisce il confronto tra Soundreef e SIAE, una delle domande più frequenti tra chi deve scegliere a quale collecting affidare la gestione delle proprie opere.

Quando un autore o un editore confronta Soundreef e SIAE, una delle prime differenze che nota riguarda il costo di iscrizione.

Soundreef non prevede una quota associativa, mentre SIAE richiede un costo di adesione. Per gli under 30 e le startup editoriali, tuttavia, l’iscrizione è gratuita, nell’ambito delle iniziative dedicate a favorire l’accesso di giovani autori e nuove realtà editoriali.

È proprio questo elemento che porta molti a concludere, in modo quasi automatico, che Soundreef sia anche la scelta economicamente più conveniente.

In realtà, il costo di iscrizione rappresenta solo una parte della valutazione.

Per capire con quale collecting si possa guadagnare davvero di più è necessario guardare all’intero processo di gestione dei diritti. Oltre al costo di iscrizione, occorre considerare la capacità della collecting di negoziare accordi con broadcaster, piattaforme digitali, servizi di streaming e altri grandi utilizzatori della musica, raccogliere le royalties generate dall’utilizzo delle opere, identificare correttamente gli aventi diritto e distribuire i compensi con precisione.

Proprio osservando questo quadro emerge un aspetto spesso trascurato: nelle principali tipologie di utilizzo considerate in questo confronto, le commissioni applicate da SIAE risultano inferiori rispetto a quelle previste da Soundreef.

Il confronto, quindi, non riguarda soltanto quanto costa entrare in una collecting, ma quale sistema possa offrire il miglior equilibrio tra costo iniziale, commissioni e capacità di trasformare le utilizzazioni delle opere in royalties effettivamente distribuite.

Si guadagna di più con Soundreef o con SIAE? La risposta breve

Non esiste una collecting che faccia guadagnare automaticamente di più in qualsiasi situazione.

Il compenso di un autore dipende da diversi fattori:

Le commissioni rappresentano uno degli elementi più importanti della valutazione, perché incidono direttamente sulla quota di royalties che rimane all’autore dopo ogni ripartizione.

Per questo motivo limitarsi a confrontare il costo di iscrizione rischia di offrire una visione incompleta. Un autore dovrebbe considerare anche quanto viene trattenuto ogni volta che riceve i propri compensi e valutare questo aspetto insieme agli altri elementi che incidono sul risultato economico finale.

Tra questi rientrano la capacità della collecting di raccogliere le royalties generate dall’utilizzo delle opere, identificarle correttamente e distribuirle agli aventi diritto.

Il guadagno di un autore, quindi, dipende sia dal livello delle commissioni sia dall’efficacia con cui la collecting riesce a trasformare le utilizzazioni delle opere in compensi effettivamente distribuiti.

Il falso mito: basta guardare il costo di iscrizione

Quando si confrontano due collecting è naturale partire dal costo di adesione.

Soundreef non prevede una quota di iscrizione, mentre SIAE richiede un contributo associativo. Per gli under 30 e le startup editoriali l’iscrizione è gratuita, offrendo un’opportunità di accesso agevolato ai giovani autori e alle nuove realtà editoriali.

Se ci si fermasse a questo dato, la conclusione sembrerebbe semplice: iscriversi a Soundreef costa meno.Ma è una valutazione che considera soltanto il primo momento del rapporto tra autore e collecting.

Successivamente entrano infatti in gioco le commissioni applicate sulle royalties, cioè la percentuale trattenuta ogni volta che vengono distribuiti i compensi maturati dall’utilizzo delle opere.

È proprio qui che il confronto cambia prospettiva.Nelle principali tipologie di utilizzo considerate in questo articolo, SIAE applica commissioni inferiori rispetto a Soundreef. Per un autore che percepisce royalties con continuità, questo può incidere molto più del costo sostenuto al momento dell’iscrizione.

Per questo motivo il confronto economico non dovrebbe limitarsi a chiedersi quanto costa entrare in una collecting, ma anche quanto costa affidarle la gestione dei propri diritti nel tempo.

Da cosa dipendono davvero i compensi di un autore?

Per comprendere perché il confronto tra Soundreef e SIAE non possa ridursi al solo costo di iscrizione, è utile osservare l’intero percorso che porta un’opera dalla sua utilizzazione al pagamento delle royalties.

Ogni fase può incidere sul compenso finale.

Fattore Perché incide sui guadagni
Capacità negoziale Consente di stipulare accordi con broadcaster, piattaforme digitali, servizi di streaming e grandi utilizzatori, creando le condizioni per la raccolta delle royalties.
Capacità di raccolta Più utilizzazioni vengono intercettate, maggiore è il valore economico recuperabile.
Identificazione delle opere Riconoscere correttamente autori e repertori riduce il rischio di attribuzioni incomplete o errate.
Copertura del repertorio Una rete ampia facilita la gestione delle opere utilizzate in contesti molto diversi tra loro.
Accordi internazionali Permettono di raccogliere royalties anche quando le opere vengono utilizzate all’estero.
Tecnologie di monitoraggio Sistemi digitali e strumenti di identificazione migliorano precisione e tracciabilità delle utilizzazioni.
Frequenza delle ripartizioni Determina con quale regolarità gli autori ricevono i compensi maturati.
Commissioni Determinano la quota di royalties trattenuta dalla collecting e incidono direttamente sul compenso netto percepito da autori ed editori.

 

Osservati nel loro insieme, questi fattori restituiscono un quadro molto più realistico rispetto al semplice confronto tra il costo di iscrizione o una singola percentuale.

Ed è proprio considerando tutti questi elementi che è possibile valutare quale collecting possa risultare più conveniente nel lungo periodo.

La capacità negoziale e la raccolta delle royalties restano fondamentali

Le commissioni rappresentano un elemento importante del confronto, ma non sono l’unico fattore che determina quanto un autore o un editore possa guadagnare. Una collecting deve innanzitutto essere in grado di negoziare accordi con broadcaster, piattaforme di streaming, servizi digitali, organizzatori di eventi e altri grandi utilizzatori della musica. È attraverso questi accordi che una parte del valore generato dallo sfruttamento economico delle opere viene trasformata in royalties destinate ad autori ed editori.

Una volta definiti gli accordi, entra in gioco la capacità di raccogliere e gestire correttamente i compensi. Ogni giorno la musica viene utilizzata in migliaia di contesti diversi (concerti, festival, locali, radio, televisioni, piattaforme di streaming, eventi privati, esercizi commerciali e molti altri) generando un’enorme quantità di dati che devono essere rilevati, verificati, associati alle opere corrette e trasformati in compensi da distribuire agli aventi diritto.

È proprio in questa fase che emerge un altro elemento determinante: la capacità della collecting di intercettare il maggior numero possibile di utilizzazioni delle opere. Più è estesa ed efficiente l’attività di monitoraggio e raccolta, maggiore è il valore economico che può essere recuperato e successivamente distribuito.

Per sostenere questo processo, negli ultimi anni SIAE ha investito nello sviluppo di un’infrastruttura digitale sempre più evoluta, introducendo sistemi di fingerprinting, strumenti come TuneX, applicazioni per la compilazione digitale dei borderò e piattaforme progettate per migliorare la qualità dei dati utilizzati nelle ripartizioni.

L’obiettivo non è soltanto distribuire i compensi con maggiore rapidità, ma fare in modo che le royalties riflettano nel modo più accurato possibile l’effettivo utilizzo delle opere.

Un esempio concreto è rappresentato dall’ultima ripartizione Musica effettuata da SIAE nel luglio 2026, relativa al quarto trimestre del 2025. In quell’occasione sono stati distribuiti oltre 261 milioni di euro a più di 81 mila aventi diritto. La ripartizione ha registrato una crescita significativa delle royalties provenienti dallo streaming e dal download (+26% rispetto all’anno precedente) e del comparto live (+25,8%), confermando l’importanza di una struttura in grado di negoziare con i grandi utilizzatori della musica, raccogliere grandi volumi di dati e trasformarli in royalties correttamente attribuite agli autori e agli editori.

I risultati più recenti confermano gli effetti di questo percorso. Nel 2025 SIAE ha superato per la prima volta il miliardo di euro di fatturato e ha ripartito 849 milioni di euro agli aventi diritto, con una crescita del 15% rispetto al 2024. Parallelamente è proseguita la riduzione delle provvigioni, a conferma di come l’incremento della raccolta, gli investimenti tecnologici e l’efficienza operativa possano tradursi in un maggiore valore distribuito ad autori ed editori.

In altre parole, dopo aver valutato il costo di iscrizione e il livello delle commissioni, è importante considerare anche la capacità della collecting di generare valore per autori ed editori attraverso la negoziazione con i grandi utilizzatori della musica, la raccolta delle royalties e la loro corretta attribuzione e distribuzione.

Anche la dimensione del repertorio può fare la differenza

Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda il repertorio amministrato dalla collecting.

Secondo i dati AGCOM relativi al 2024, il repertorio gestito da SIAE rappresenta circa il 99,2% del mercato italiano, mentre quello amministrato da Soundreef corrisponde allo 0,8%.

Questo dato non determina automaticamente quanto guadagnerà un singolo autore, ma aiuta a comprendere la diversa scala operativa dei due modelli. Un repertorio di maggiori dimensioni rafforza infatti la capacità della collecting di negoziare con broadcaster, piattaforme di streaming, servizi digitali e altri grandi utilizzatori della musica, consentendo di stipulare accordi che rappresentano il presupposto per la raccolta delle royalties.

Allo stesso tempo, una collecting che gestisce un repertorio molto ampio si confronta ogni giorno con un numero elevato di opere, utilizzatori e flussi economici. Per questo deve dotarsi di infrastrutture tecnologiche, sistemi di monitoraggio e processi di attribuzione in grado di gestire milioni di informazioni.

Per autori ed editori, tutto questo può tradursi in una maggiore tracciabilità del percorso delle opere, dalla negoziazione con i grandi utilizzatori fino alla raccolta, all’identificazione e alla distribuzione delle royalties.

La copertura internazionale può incidere sui compensi

Oggi la musica supera facilmente i confini nazionali.

Una canzone può essere ascoltata in streaming ovunque, trasmessa da una radio estera, eseguita durante un concerto o sincronizzata in una produzione audiovisiva distribuita in più Paesi.

Per questo motivo la rete internazionale di una collecting rappresenta un elemento sempre più importante.

SIAE opera attraverso una rete internazionale composta da oltre 300 accordi con società di collecting, che si estende a 199 Paesi e territori. Per gli utilizzi online, la copertura internazionale è inoltre garantita dagli accordi multi-territoriali stipulati con le principali piattaforme digitali, che consentono di gestire le royalties generate dallo sfruttamento delle opere su più mercati.

Per un autore che sviluppa parte della propria attività fuori dall’Italia, questa rete può contribuire a raccogliere royalties maturate in mercati diversi e a ricondurle correttamente al titolare dei diritti.

Anche in questo caso, quindi, il confronto non riguarda soltanto il costo di iscrizione o il livello delle commissioni, ma la capacità della collecting di seguire l’opera lungo tutto il suo percorso, indipendentemente dal luogo in cui viene utilizzata.

Le commissioni sono un elemento decisivo del confronto

Questo non significa che le commissioni siano un aspetto secondario. Al contrario, rappresentano uno dei parametri economici più importanti nella scelta di una collecting.

Per questo motivo è corretto confrontarle insieme al costo di iscrizione.

Di seguito una tabella esplicativa di alcune delle principali commissioni applicate da SIAE e Soundreef per tipologia di utilizzo.

Tipologia utilizzo SIAE Soundreef
Live / esecuzioni pubbliche 5% (concerti > 20k posti)

⁠6% (concerti 10-20k posti)

⁠9% (concerti 5-10k posti)

20,8% (altro)

25% (quota fissa)
Radio / TV (broadcast) 11,5% 19%
Streaming / digitale 8% 19%
Estero (raccolta indiretta) 3% 5%
Copia privata 3% 10%

Il confronto evidenzia che, nelle principali tipologie di utilizzo considerate, SIAE applica commissioni inferiori rispetto a Soundreef.

Si tratta di un elemento concreto che ogni autore o editore dovrebbe tenere in considerazione quando valuta la convenienza economica di una collecting.

Se è vero che Soundreef non prevede una quota di iscrizione, è altrettanto vero che le commissioni incidono su ogni successiva distribuzione delle royalties. Nel tempo, questo può avere un impatto economico significativo.

Naturalmente le commissioni non sono l’unico fattore che determina il compenso finale. La loro valutazione va affiancata alla capacità della collecting di raccogliere le utilizzazioni, identificare correttamente le opere e distribuire le royalties.

È proprio considerando insieme questi aspetti che il confronto restituisce un’immagine completa della convenienza economica.

Alcuni esempi pratici

La risposta alla domanda “Soundreef o SIAE: con chi si guadagna di più?” dipende da diversi fattori, tra cui le modalità con cui le opere vengono utilizzate. La musica eseguita dal vivo, trasmessa in radio e televisione o distribuita attraverso le piattaforme di streaming genera infatti flussi di royalties differenti. In tutti i casi, però, la valutazione dovrebbe partire da un presupposto: non è sufficiente confrontare il costo di iscrizione. È opportuno considerare anche il livello delle commissioni e, più in generale, la capacità della collecting di negoziare con i grandi utilizzatori della musica, raccogliere le royalties e trasformare l’utilizzo delle opere in compensi effettivamente distribuiti agli aventi diritto.

Musica eseguita durante concerti ed eventi dal vivo

Quando la musica viene eseguita prevalentemente durante concerti ed eventi dal vivo, diventano fondamentali la corretta gestione dei borderò, la rilevazione delle esecuzioni e la capacità della collecting di attribuire con precisione le royalties maturate durante gli spettacoli.

In questo contesto assumono particolare importanza sia le commissioni applicate alle esecuzioni pubbliche sia gli strumenti utilizzati per raccogliere e verificare i dati relativi ai concerti. A questi si affianca la rete territoriale di SIAE, che svolge un ruolo centrale nel monitoraggio degli eventi sul territorio e nella corretta rilevazione delle esecuzioni, contribuendo a rendere più accurata la distribuzione delle royalties.

Musica trasmessa in radio e televisione

Quando la musica viene trasmessa in radio e televisione, è importante che ogni diffusione venga monitorata, rilevata e trasformata in royalties correttamente attribuite agli aventi diritto.

In questo caso diventano rilevanti sia le commissioni previste per il broadcast sia la capacità di elaborare grandi volumi di dati, monitorare le utilizzazioni e attribuire correttamente i compensi ai rispettivi titolari dei diritti.

A supporto di questo processo, SIAE utilizza sistemi di fingerprinting, che consentono di identificare automaticamente le opere trasmesse e migliorare l’accuratezza della rilevazione e della successiva attribuzione delle royalties.

Musica utilizzata nei mercati internazionali

Se le opere vengono ascoltate o utilizzate anche fuori dall’Italia, assumono particolare importanza la rete di accordi internazionali e la capacità della collecting di recuperare i compensi maturati nei diversi mercati.

Una struttura che opera attraverso centinaia di accordi con società estere e una presenza in numerosi Paesi può facilitare la raccolta e la successiva distribuzione delle royalties generate oltre i confini nazionali.

Anche in questo scenario la valutazione non dovrebbe limitarsi al costo iniziale di adesione, ma considerare l’insieme dei fattori che incidono sul risultato economico.

Soundreef o SIAE: il confronto dovrebbe guardare al costo complessivo e al risultato finale

Il costo di iscrizione è uno degli aspetti che un autore o un editore dovrebbe considerare quando sceglie una collecting, ma non è sufficiente per stabilire quale sia la soluzione economicamente più conveniente.

Le commissioni rappresentano infatti una componente essenziale della valutazione perché incidono direttamente sulla quota di royalties che rimane all’autore. Nelle principali tipologie di utilizzo analizzate in questo articolo, SIAE applica commissioni inferiori rispetto a Soundreef, un elemento che merita di essere considerato insieme al costo iniziale di adesione.

A questo si aggiungono altri fattori che possono influire sul risultato economico finale: la capacità di negoziare con i grandi utilizzatori della musica, raccogliere le royalties generate dalle opere, identificarle correttamente, gestire un repertorio molto ampio, operare attraverso una rete internazionale e utilizzare strumenti tecnologici dedicati al monitoraggio e alla ripartizione dei compensi.

Per questo motivo il confronto tra Soundreef e SIAE non dovrebbe fermarsi alla domanda “quanto costa iscriversi?”, ma estendersi a tutto il ciclo di gestione dei diritti.

Solo considerando insieme costo di iscrizione, commissioni e capacità complessiva della collecting di negoziare, raccogliere, attribuire e distribuire le royalties è possibile effettuare una scelta realmente consapevole.

FAQ
Si guadagna di più con Soundreef o con SIAE?

Il risultato economico dipende da diversi fattori, tra cui le commissioni applicate sulle royalties, la capacità della collecting di negoziare accordi con broadcaster, piattaforme digitali e altri grandi utilizzatori della musica, la raccolta delle utilizzazioni delle opere, la correttezza delle attribuzioni e la distribuzione dei compensi. Nelle principali tipologie di utilizzo considerate in questo confronto, SIAE applica commissioni inferiori rispetto a Soundreef. In generale, la valutazione dovrebbe tenere conto dell’insieme di questi elementi, poiché tutti contribuiscono a determinare il valore delle royalties effettivamente distribuite ad autori ed editori.

Perché non basta confrontare il costo di iscrizione?

Perché il costo di iscrizione rappresenta solo l’investimento iniziale. Successivamente entrano in gioco le commissioni applicate sulle royalties, che incidono ogni volta che vengono distribuiti i compensi. Per un autore che percepisce royalties con continuità, questo aspetto può avere un impatto economico significativo.

La tecnologia può influire davvero sui compensi?

Sì. Sistemi di monitoraggio, identificazione automatica delle opere e gestione digitale dei dati contribuiscono a rilevare un numero maggiore di utilizzazioni e ad attribuire le royalties con maggiore precisione. Più il processo è accurato, maggiori sono le possibilità che gli autori ricevano tutti i compensi maturati.

Quali aspetti dovrebbe valutare un autore prima di scegliere una collecting?

È opportuno considerare l’insieme degli elementi che incidono sul risultato economico: il costo di iscrizione, le commissioni applicate sulle royalties, la capacità della collecting di negoziare accordi con broadcaster, piattaforme digitali e altri grandi utilizzatori della musica, la capacità di raccogliere e distribuire i compensi, la copertura del repertorio, la rete internazionale, gli investimenti tecnologici e la qualità dei sistemi di identificazione delle opere. Valutare tutti questi aspetti consente di effettuare una scelta più consapevole.

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