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Vuelta 2019, quindicesima tappa: un americano sulle Asturie

Di Simone Gambino
Pubblicato il 8 Set. 2019 alle 19:54 Aggiornato il 8 Set. 2019 alle 19:54
Immagine di copertina

Vuelta 2019, quindicesima tappa: un americano sulle Asturie | Vincitore

Dispiace essere ripetitivi ma oramai c’è poco da scrivere su questa Vuelta 2019. Gli organizzatori dei grandi giri possono anche disegnare percorsi monstre ma se manca l’elemento fondamentale dell’equilibrio tra i contendenti anche la cronoscalata dell’Everest risulterebbe noiosa.

Oggi era in programma la 15ma frazione, 154,4km da Tineo al Santuario de l’Acebo. Sulla carta si presentava come una frazione ancora più dura di quella di venerdì scorso con i quattro GPM, compreso l’arrivo in salita, tutti di prima categoria. Ne è uscita fuori una tappa alla camomilla con Primoz Roglic che ha concesso un giorno di libertà al suo gregario principe, lo statunitense Sepp Kuss, che si è preso la vittoria elargendo high five a destra e manca negli ultimi 500 metri.

Una Vuelta piccola piccola

Dietro al ragazzo di Durango ha avuto luogo una corsa a duelli circoscritti con Valverde che ha attaccato Roglic, ottenendo almeno il consolidamento della sua piazza d’onore, e Pogacar che ha marcato stretto Miguel Angel Lopez nel loro personalissimo duello per la maglia bianca ed il terzo posto a Madrid. Intanto, Nairo Quintana andava a picco perdendo quasi due minuti.

Domani 16ma tappa, sulla carta ancora impegnativa, con 144,4km da Pravia ad Alto de la Cubilla condita con ben tre GPM compreso l’arrivo a quota 1.700. Perdonatemi se mi esimo dall’avanzare fantascientifiche ipotesi di ribaltoni in classifica generale. Buon Roglic a tutti.

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Nona tappa: nel Principato è nata una stella

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