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Pietro Mennea, quaranta anni dal record del mondo

Il 12 settembre 2019 ricorrono 40 anni dal record del mondo sui 200 metri di Pietro Mennea

Di Alice Possidente
Pubblicato il 12 Set. 2019 alle 08:35 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 11:49
Immagine di copertina
Pietro Mennea al termine della gara del 12 settembre 1979

Pietro Mennea, quaranta anni dal record

Il 12 settembre 1979 Pietro Mennea stabilì il record del mondo sui 200 metri. Accadde sulla pista delle Universiadi di Città del Messico. Il suo tempo, a lungo imbattuto, fu di 19″72 (ed è tuttora record europeo).

Ci sono voluti 16 anni e 324 giorni prima che qualcuno lo battesse. Quel qualcuno fu Michael Johnson che, durante i trials statunitensi per i Giochi olimpici del 1996, fermò il cronometro a 19″66.

In Messico Mennea ottenne pure il record europeo dei 100 metri con 10″01, tempo che ha rappresentato il record italiano fino al 22 giugno 2018 quando venne migliorato da Filippo Tortu con un incredibile 9″99.

Atletica, Filippo Tortu batte il record di Mennea sui 100 metri

Città del Messico, 12 settembre 1979

Città del Messico, 2248 sul livello del mare, vento +1.8. Lo stadio olimpico è quasi deserto. Pietro Mennea ha il numero 314 sulla maglia.

Sulla pista è in quarta corsia. Alla partenza Mennea scatta con tempismo eccezionale, percorrendo la curva in modo esemplare. Dopo di lui arriveranno il polacco Leszek Dunecki (20.24), l’inglese Ainsley Bennett (20.42), il brasiliano Altevir Silva de Araujo (20.43), il danese Jens Smedegaard (20.52), il russo Viktor Burakov (20.74), l’ivoriano Georges Kablan Degnan 20.88. Ultimo lo statunitense Otis Melvin (22.97), zoppicante sul traguardo.

Con la sua gara, che gli valse la medaglia d’oro a Città del Messico, il 12 settembre 1979 Pietro Mennea entrò nella leggenda dell’atletica.

Chi era Pietro Mennea

Nato a Barletta nel 1952, la Freccia del Sud, come veniva chiamato, non è stato soltanto un grande campione di atletica. Mennea è stato infatti pure un politico e un saggista.

Veniva da una famiglia modesta. Leggenda vuole che da piccolo si fosse guadagnato la fama in città sfidando in corsa i “macchinoni” dei ragazzi più ricchi: non c’erano Alfa Romeo o Ferrari che tenessero, Mennea in velocità le bruciava tutte.

Dei successi sportivi di Pietro Mennea non si ricorda soltanto il record di Città del Messico. Ci furono pure l’oro olimpico (che sarebbe arrivato l’anno dopo) a Mosca e i tre titoli europei, oltre a altre rassegne internazionali.

A fianco dello sport c’erano gli studi e l’impegno politico. Una prima laurea in scienze politiche e poi in giurisprudenza, scienze dell’educazione motoria e lettere. Appesi gli scarpini al chiodo, Mennea è stato avvocato, docente universitario e commercialista, scrittore di oltre venti libri. C’è poi la carriera politica, con esperienze prima con l’Idv, di cui fu eurodeputato a Bruxelles dal 1999 al 2004, e poi con Forza Italia.

È morto nel 2013, a 60 anni, per un tumore.

La sua vita è stata così avvincente agli occhi dell’intera nazione che la Rai nel 2015 gli ha dedicato la fiction “Pietro Mennea – La freccia del sud”.