Il ciclista Davide Cimolai lasciato dalla moglie durante il Giro d’Italia: “Me lo ha detto al telefono durante una gara”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 2 Ago. 2019 alle 15:11 Aggiornato il 2 Ago. 2019 alle 15:12
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Immagine di copertina

Il ciclista Cimolai lasciato dalla moglie durante il Giro d’Italia

Quello che si è da poco concluso è stato un Giro d’Italia davvero difficile per Davide Cimolai, il campione ha infatti affrontato la competizione portando dentro di sé una forte delusione d’amore: Cimolai lasciato dalla moglie.

Il 29enne friulano quest’anno ha affrontato il suo primo Giro da capitano ma, in concomitanza con l’evento, per lui è giunto un dolore personale. Al sito tuttobiciweb.it, Cimolai ha raccontato:

“Mi ero sposato a ottobre, innamoratissimo. Sei mesi dopo, mentre sto partendo, mia moglie mi dice che vuole stare sola, che ha bisogno di tempo e spazio per capire cosa prova nei miei confronti”.

Su Instagram il campione ha spiegato quando sia stato complicato affrotare le gare:

“Riprendere la bici dopo il Giro d’Italia mi sembrava impossibile, difficile immaginare e spiegare quello che ho passato, provato e sofferto”.

Il ragazzo racconta di essere stato lasciato dalla neomoglie Greta Rover durante il Giro d’Italia con una telefonata.

“In questa vittoria, in questa foto, c’è tutto me stesso. A voi amici dedico questa vittoria perché mi siete stati vicini nel periodo più brutto della mia vita”, aggiunge il campione.

Un matrimonio, celebratosi nell’ottobre 2018 nel Duomo di Sacile (Friuli-Venezia Giulia) e finito solo qualche mese dopo, con una telefonata. Attimi dolorosi che lo sportivo ricorda così:

″È stato il momento più brutto della mia vita. Quando Greta è riuscita a dirmelo volevo tornare a casa. Scoprire che la donna che ami ha perso la testa per il suo nuovo datore di lavoro mi è sembrato pura follia”.

Una situazione non semplice da affrontare, anzitutto durante un impegno fondamentale per la sua carriera come il Giro d’Italia.

Nonostante tutto, Davide è riuscito a concludere il Giro: “Arrivare a Verona, alla fine è stato difficile ma gratificante perché all’Arena ho rinnovato il contratto con la squadra. Le ore in bici sono state il meno della fatica, correre l’ultima settimana del Giro dormendo 3 ore a notte non è una passeggiata di salute”.

Lunedì, quasi come se il mondo volesse restituirgli un briciolo di serenità, arriva la prima vittoria dopo il trauma, al Giro di Vallonia, in realtà frutto della fatica e della voglia di riscatto di Davide. Che domenica affronterà una nuova sfida, quella degli Europei a fianco di Viviani e Trentin

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