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Realiti, cantante neomelodico offende Falcone e Borsellino: la Rai apre un’istruttoria

Di Donato De Sena
Pubblicato il 10 Giu. 2019 alle 14:48 Aggiornato il 11 Giu. 2019 alle 11:49
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Cantante neomelodico | Falcone | Borsellino | Realiti | Rai 2 | Rai | Enrico Lucci | Leonardo Zappalà

CANTANTE LEONARDO ZAPPALÀ CONTRO FALCONE E BORSELLINO – Nel corso di un programma Rai un cantante neomelodico inneggia offende Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i giudici vittime delle stragi di Cosa Nostra del 1992. È accaduto mercoledì scorso, 5 giugno 2019, su Raidue, nel corso di Realiti Siamo tutti protagonisti, il talk show condotto da Enrico Lucci, generando ovviamente una valanga di critiche per la trasmissione.

Cantante offende Falcone e Borsellino | Realiti | Leonardo Zappalà | Rai apre istruttoria

Il programma della seconda rete, andato in onda in prima serata, ospitava due cantanti neomelodici e uno dei due (Leonardo Zappalà, 19 anni, in arte ‘Scarface‘) ha criticato Falcone e Borsellino. Ora la Rai ha deciso di avviare un’istruttoria “per ricostruire tutti i passaggi della vicenda”.

“Direttore di rete, conduttore, autori – si legge in una nota di Viale Mazzini – sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti ‘sensibili’; in coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie. L’azienda ha avviato un’istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda”.

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Oggi era intervenuto sull’accaduto anche il segretario dell’Usigrai, l’Unione sindacale giornalisti Rai. “La Rai non può fare da vetrina a chi inneggia ai boss e dileggia chi ha dato la vita per lottare contro la mafia”, ha scritto Vittorio Di Trapani su Facebook. “Mi domando – ha proseguito -: ma davvero la Rai aveva pagato l’albergo a uno che scrive canzoni sullo zio ergastolano, boss al carcere duro per mafia?”, allegando la foto del voucher dell’albergo.

Cantante offende Falcone Borsellino | La Procura di Catania apre un’inchiesta

Intanto, la procura di Catania ha fatto sapere di aver aperto un’inchiesta sulla puntata del programma.

Il fascicolo è in mano al procuratore aggiunto Carmelo Petralia, che ha dato mandato alla Polizia Postale di Catania di acquisire i video della trasmissione.

L’inchiesta, al momento senza indagati, è volta ad accertare se le dichiarazioni del cantante neomelodico costituiscano reato.

Cantante offende Falcone Borsellino | Cosa è successo

La frase pronunciata da Zappalà e riferita a Falcone e Borsellino che ha scatenato le polemiche è: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. Le parole sono state pronunciate quando il conduttore Lucci, dopo aver più volte invitato l’ospite a studiare la storia degli eroi siciliani e sottolineato che la mafia è il male, ha mandato in onda una grande foto dei due giudici come esempio proprio degli eroi che combattono la mafia, accolta da un grande applauso in studio.

Zappalà si trovava al centro di un video trasmesso dal programma, che raccontava il fenomeno degli interpreti neomelodici siciliani che cantano in napoletano. Nel video si raccontava anche la storia di Niko Pandetta, detto ‘Tritolo’, con anni di carcere alle spalle e nipote del boss Turi Cappello. Nella clip Pandetta, non presente in studio, raccontava, tra l’altro, di aver finanziato il suo primo cd con una rapina. Nelle sue canzoni inneggia anche allo zio Turi, come punto di riferimento della sua vita.

Cantante offende Falcone e Borsellino | Rai 2 | Polemiche | Borrometi: “Non è servizio pubblico”

Il segretario Usigrai Di Trapani ha inoltre rimandato a un post del giornalista antimafia, e presidente di Articolo 21, Paolo Borrometi. “Vedere insultare in un programma Rai Falcone e Borsellino o sentire inneggiare ai clan che vorrebbero realizzare attentati mi lascia esterrefatto – ha scritto il giornalista, più volte minacciato dalla criminalità organizzata -. Un sedicente cantante neomelodico, tale Zappalà, su Rai 2 ha detto che ‘a Falcone e Borsellino, queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro’ mi fa ribrezzo. Mi fa ribrezzo capire come si sia ridotta la nostra amata Italia, mi fa ribrezzo perché non penso che i giovani davanti alla tv abbiano avuto un esempio da ‘servizio pubblico’».

«Il problema – ha proseguito Borrometi – è che ‘personaggetti’ del genere non meritano di andare in Rai. Ed è grave che vengano invitati. Così come l’altro suo ‘collega’, tale Niko Pandetta, che, sempre su Rai 2, ci ha spiegato che lo zio ergastolano (boss al carcere duro per mafia), Turi Cappello, scriva le sue canzoni dal carcere. Proprio quel Cappello che ha dato il cognome al clan Cappello di Catania che, secondo i magistrati, doveva realizzare un attentato con un’autobomba nei miei confronti e nei confronti degli uomini della mia scorta”.

“Ma è possibile tutto ciò? C’è chi è morto per la giustizia, c’è chi dovrebbe saltare in aria secondo i piani dei clan – ha scritto ancora Borrometi -. E la Rai cosa fa? Fa parlare chi inneggia ai boss? Spero in una presa di posizione durissima dei vertici Rai. Io pago con orgoglio il canone Rai, lo pago perché credo nel servizio pubblico. Ma questo non è servizio pubblico. Almeno abbiate la decenza di non farci vedere chi considera Falcone e Borsellino due che si sono meritati la morte, o altri che santificano i boss dei clan che vorrebbero ammazzare me ed i ragazzi della mia scorta”.

Cantante offende Falcone e Borsellino | Il presidente della Vigilanza Rai: “Insufficiente la condanna dell’azienda”

“La condanna da parte della Rai rispetto a quanto accaduto nel corso della puntata del programma ‘Realiti’ – ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Alberto Barachini – e l’avvio di un’istruttoria interna per accertarne le responsabilità sono misure doverose, ma non sufficienti. La grave offesa arrecata alla memoria di due esempi luminosi della lotta alla mafia si configura come un evidente omesso controllo da parte della governance del servizio pubblico, alla quale richiedo formalmente un controllo più rigoroso dei contenuti e degli ospiti delle trasmissioni”.

Il genero di Borsellino: “È una vergogna, Paese alla deriva”

La vicenda è stata commentata anche dalla famiglia di Paolo Borsellino. “Per ora mi limito a dire vergogna! In famiglia decideremo se tutelarci in altre sedi. Questo Paese è alla deriva ma a tutto c’è un limite!””, ha scritto du Facebook Fabio Trizzino, marito della figlia di Paolo Borsellino, Lucia.

“Nessuna volontà censoria – ha aggiunto Trizzino -. Ognuno è libero di sragionare come vuole. Lo garantisce l’articolo 21 della Costituzione. Trovo però alquanto bizzarro che non ci si sia preoccupati di garantire un contraddittorio. Cosi per spiegare che quegli uomini, per ripristinare la primazia di quelle istituzioni che riconoscono il diritto di parola anche al neomelodico, hanno operato per puro spirito di servizio e con responsabilità. Con l’unica colpa di non girarsi dall’altra parte. Ecco oggi sta tornando di moda questo ‘girarsi dall’altra parte’ per paura, ignoranza, superficialità etc”.

“A questo si vuole reagire, per ricordare che tutto fu assai difficile e amaro per Falcone e Borsellino. La loro soddisfazione per i risultati ottenuti – conclude – non fu mai fine a stessa ma un tributo al miglioramento della società. In primis di quella siciliana. Ma si sa durò poco anche quella! Propongo quindi che la Rai ripari a questa leggerezza facendo confrontare i neo melodici con i tanti ragazzi che invece hanno capito il sacrificio di Falcone e Borsellino. E ce sono tantissimi in giro per l’Italia e vi assicuro nel mondo intero”.

Realiti | Cos’è

Realiti Siamo tutti protagonisti è un nuovo programma, ideato da Umberto Alezio, che si prefigge come obiettivo quello di indagare sul mondo social e non solo. La trasmissione condotta da Enrico Lucci mercoledì 5 giugno andava in onda per la prima volta.