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L’Islanda ha celebrato il suo primo funerale per un ghiacciaio scomparso

"Nei prossimi 200 anni è previsto che tutti i nostri principali ghiacciai faranno la stessa fine", ha scritto in una lettera l'autore Andri Snaer Magnason

Di TPI
Pubblicato il 18 Ago. 2019 alle 15:14 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:06
Immagine di copertina
Credi: Ansa

Islanda, il ghiacciaio di Okjokull è scomparso a causa del riscaldamento globale

Aveva settecento anni, il ghiacciaio di Okjokull in Islanda. È scomparso poco alla volta, e ora non c’è più, a causa del riscaldamento globale. Dal 1986 a oggi, il ghiacciaio si è ritirato rapidamente per colpa delle temperature sempre più alte, che stanno minacciando anche gli altri ghiacciai dell’isola. In un secolo, da un’estensione di 15 chilometri quadrati con uno spessore di 50 metri, Okjokull è passato nel 2014 a ricoprire un’area di meno di un chilometro quadrato, con uno spessore ridotto a una quindicina di metri.

Per ricordalo, oggi domenica 18 agosto, ai piedi della montagna è stata depositata una targa commemorativa. Alla cerimonia, oltre ad attivisti ambientalisti, hanno partecipato anche la primo ministro islandese, Katrin Jakobsdottir, il ministro per l’ambiente, Gudmundur Ingi Gudbrandsson, oltre all’ex presidente dell’Irlanda, Mary Robinson.

ghiacciaio scomparso islanda

La placca riporta una “Lettera al futuro”, scritta dall’autore islandese Andri Snaer Magnason, in cui legge: “Ok è il primo ghiacciaio a perdere il suo status di ghiacciaio. Nei prossimi 200 anni è previsto che tutti i nostri principali ghiacciai faranno la stessa fine. Questo monumento testimonia che noi siamo coscienti di ciò che sta accadendo e di quello che va fatto. Solo tu sai se lo abbiamo fatto”.

Il messaggio si rivolge a un eventuale lettore futuro e si chiude con la cifra 415ppm CO2, cioè 415 parti per milione di anidride carbonica, la quantità critica presente nell’atmosfera terrestre che determina un innalzamento globale della temperatura.

“È un momento molto simbolico”, ha detto lo scrittore Magnason alla Bbc. “Il cambiamento climatico non ha un inizio e una fine e penso che la filosofia dietro a questa placca sia di lanciare un monito, ricordando a noi stessi che stanno accadendo eventi storici e che non dovremmo banalizzare”.

Nel 2000 fu fatto un inventario dei ghiacciai dell’Islanda e ne furono elencati ben 300 grandi e piccoli su tutta l’isola. Nel 2017 di questi se ne erano già persi ben 56.