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La Groenlandia si sta sciogliendo: questa foto andrebbe appesa agli uffici dei nostri parlamentari, in Italia e in Europa

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 18 Giu. 2019 alle 18:40 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:16
Immagine di copertina
Credit: Twitter/ Rasmus Tonboe

Groenlandia foto | Piccolo avviso a tutti quelli che negano il riscaldamento globale, irridono Greta Thunberg e di rimando ci vogliono raccontare che non è vero niente perché nel giardino di casa loro si sta bei freschi: la Groenlandia, mentre ci si lambicca di pseudo scientificità da quattro soldi di qualche governante sconsiderato, sta fondendo.

Le anomalie di temperatura positiva arrivano a +22 gradi rispetto alla media climatica e l’Istituto Meteorologico Danese ha annunciato che la stagione di fusione del ghiaccio è iniziata con un mese di anticipo rispetto alla normalità e non dà nessun segnale di voler rallentare.

La foto simbolo dell’emergenza climatica: il ghiaccio si scioglie, i cani da slitta corrono sull’acqua

A parlare sono i numero: il 12 giugno 2019 più del 40 per cento della superficie dell’isola è andata in fusione. Sempre a proposito di numeri: sono 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio persi in un solo giorno.

Non si era mai registrato nulla di simile prima del 2000. Solo in questi ultimi anni la Groenlandia si ritrova in queste condizioni, con il ghiaccio che diventa acqua ben prima del tempo, come uno squamarsi feroce che è la fotografia dell’irresponsabilità della politica internazionale e della gravità del cambiamento climatico nel mondo.

Groenlandia foto | Forse sarebbe il caso di appendere questa notizia (insieme alle molte altre che arrivano regolarmente) agli uffici dei nostri parlamentari, in Italia e in Europa, in faccia a Trump e al suo omologo Salvini, che negano il cambiamento del clima per qualche pugno di voti in più.

Forse sarebbe il caso di dirsi una volta per tutte che la politica dovrebbe occuparsi dei nostri figli, ma sul serio, e del mondo che gli stiamo lasciando. Ma c’è da scommettere che la Groenlandia sia troppo lontana per smuovere anche il più piccolo segno generale.

È una storia che non ha i nostri odori, i nostri colori e ci hanno convinto che ognuno debba pensare per se stesso piuttosto che impicciarsi degli affari degli altri. E continuano imperterriti così come se il pianeta fosse qualcosa da maneggiare Stato per Stato, mai intero e senza nessuna politica globale, al contrario del riscaldamento eccessivo.

Come disse Luca Mercalli: “La scienza del clima ha fatto quanto poteva, rilevando i sintomi, individuando la patologia e formulando la prognosi. Ora tutto è nelle mani del paziente: voler guarire, volersi sottoporre alla cura, mettersi a dieta… e forse scoprire che si può pure stare meglio di prima! Ma la malattia del riscaldamento globale è complessa, la cura lunga e articolata, le ricette molteplici: per questo ora sono la comunicazione, l’etica e la politica i campi dove si gioca il futuro dell’Umanità”.

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