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Così il Movimento Cinque stelle ha annacquato l’emergenza climatica in Italia

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 10 Giu. 2019 alle 21:14 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:17
Immagine di copertina
Credit: ANSA / MATTEO BAZZI

Cambiamento climatico Italia – Niente. Non è passata in Senato la richiesta di dichiarare l’emergenza climatica in Italia. Le mozioni di Leu e PD sono state respinte e al loro posto è passata una mozione annacquata del Movimento 5 Stelle che non tocca i 18 miliardi di sussidi alle fonti fossili e che soprattutto non ha nulla a che vedere con le misure speciali che la dichiarazione di stato di emergenza avrebbe permesso di mettere in atto.

Nella mozione dei 5 Stelle si parla (come al solito, limitandosi alle parole così facili da smerciare di questi tempi) di favorire l’energia da fonti rinnovabili e di promuovere campagne di sensibilizzazione per i cittadini in accordo con gli enti locali: una mozione che è una strizzata di buoni intenti (e ci mancherebbe) e che non dice nulla, non cambia nulla, non serve a nulla.

Eppure l’ambientalismo doveva essere (ricordate) una delle 5 stelle che del Movimento compongono proprio il simbolo e invece sembra la stella cadente di un movimento che in nome dell’alleanza di governo (e dell’autopreservazione del potere) si sta consumando sempre di più in un balletto nella terra di mezzo dove non prendere decisioni troppo conflittuali con la Lega è l’unica cosa che davvero conta.

Parlare di sensibilizzazione dei cittadini quando il tema della conversione energetica è una delle prime questione degli Stati di tutto il mondo (e dell’Europa stessa) è una presa in giro che non ha niente a che vedere con la politica ma che si traduce in semplice propaganda.

Abbiamo ascoltato Beppe Grillo per anni parlare di ambiente, ecologia e trasformazioni ambientali dal suo blog come un profeta che intravedeva terribili sventure per l’inerzia dei politici (a ragione) e ora ci ritroviamo a subire l’inerzia di chi ironizza sul movimento internazionale iniziato dalla sensibilizzazione di Greta Thunberg e propone mozione omeopatiche sbarrando la strada ai (buoni) contributi dell’opposizione.

E non varrà per sempre quella scusa che usano spesso gli altri di dare la colpa ai governi precedenti poiché è proprio la prova del governo che continuano a fallire.

La questione ambientale è un tema che non si può permettere di rimanere infangato nella discussione tra alleati di governo e nemmeno nelle scaramucce parlamentari: c’è bisogno di intervenire subito con una sferzata di impegno e di concretezza che vadano oltre i buoni propositi o le promesse a lungo termine.

E una battaglia che deve essere corale, qui, ora, subito. E che invece in Senato è stata sbarrata. E la stella ambientalista del Movimento 5 Stelle si spegne.

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