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L’India vuole arrivare sulla Luna: la missione è costata meno della produzione del film Interstellar

Il paese asiatico è il quarto a puntare al satellite terrestre, dopo Usa, Russia e Cina

Di Alice Possidente
Pubblicato il 6 Set. 2019 alle 20:45 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:57
Immagine di copertina

L’India sulla Luna

L’India sta per raggiungere la Luna. Vikram – questo il nome del lander della missione Chandrayaan 2  – si è liberato dalla sonda che lo ha condotto in orbita, iniziando così la marcia di avvicinamento al satellite terrestre.  Il veicolo spaziale dovrebbe iniziare la sua discesa verso il suolo lunare questa sera, venerdì 6 settembre, tra le 21,30 e le 22,30 (ora italiana) per atterrare mezz’ora dopo, tra le 22,00 e le 23,00 vicino al Polo Sud della Luna, un’area finora mai esplorata.

Se la missione avrà successo, l’India diventerà la quarta nazione ad atterrare sulla Luna, dopo Stati Uniti, Russia e Cina.

La missione, dopo un primo lancio annullato, è iniziata il 22 luglio, raccogliendo l’eredità di Chandrayaan 1 che 11 anni prima era andata alla ricerca di indizi per dimostrare la presenza di acqua sulla Luna.

Per la missione Chandrayaan-2 si sono spesi meno di 150 milioni di dollari, meno di quanto è costata la realizzazione del film di successo Interstellar, prodotto nel 2014.

L’Isco (Indian Space Research Organization), attraverso il proprio account Twitter, sta tenendo costantemente informati i follower di tutto il mondo riguardo ai movimenti della sonda.

La sonda era entrata nell’orbita lunare il 20 agosto. Questa sera, tre ore dopo aver raggiunto il suolo lunare, il lander Vikram libererà il rover Pragyan (in sanscrito “saggezza”), un robottino con sei ruote che esplorerà l’area attorno al sito dell’allunaggio per 14 giorni terrestri, che corrispondono a circa la metà di un giorno lunare. I sofisticati strumenti analizzeranno i materiali sbalzati sulla crosta dall’esplosione che creò il bacino situato al Polo Sud.

Gli scienziati, inoltre, ritengono che sia interessante studiare quella parte del satellite perché non escludono la presenza di ghiaccio.

Le informazioni che si ricaveranno saranno preziose per lo studio sia della Luna che del sistema solare. La sonda principale di Chandrayaan 2 studierà anche la Luna da un’altezza di circa 100 chilometri.

Aggiornamento del 7 settembre:

Il centro di controllo della missione indiana Chabdrayaan 2 ha perso i contatti con il lander nelle ultimissime fasi della discesa sul suolo lunare.

Il centro di controllo a Bengaluru della missione Chandrayaan 2, dell’agenzia spaziale indiana Isro (Indian Space Research Organisation), ha perso i contatti con il lander quando il veicolo aveva quasi completato la discesa e si trovava nella fase in cui avrebbe dovuto cominciare una discesa verticale, per poi rallentare per posarsi al suolo in sicurezza. Contemporaneamente perdeva il segnale anche la stazione a Terra di Madrid della Deep Space Network della Nasa.

“La discesa del lander Vikram è avvenuta come previsto e tutto si è svolto secondo le normali procedure fino all’altitudine di 2,1 chilometri”, ha detto il presidente dell’Isro, Kailasavadivoo Sivan.

“Successivamente – ha aggiunto – le comunicazioni dal lander alla stazione di Terra è andata perduta. L’analisi dei dati è in corso”.

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha inviato un messaggio di incoraggiamento ai tecnici dell’Isro: “l’India è orgogliosa dei suoi scienziati!”, ha scritto su Twitter “Hanno dato il meglio e hanno sempre reso l’India orgogliosa del loro lavoro. Questi – ha aggiunto – sono momenti nei quali dobbiamo essere coraggiosi, e lo saremo”.

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